J'accuse e bufale

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Il mio articolo sulle importanti dichiarazioni del presidente Mattarella sulla persecuzione dei cristiani ha suscitato la risposta, assai lunga e articolata, di un lettore. La potete leggere tra i commenti al pezzo. Si tratta di un j'accuse nei confronti dei cristiani, e afferma, in sostanza, che anche questi ultimi hanno commesso crimini. L'argomento  merita una risposta seria, perché è la "miglior" spiegazione del motivo di tanto silenzio nei confronti delle aggressioni contro i cristiani.

 

Il puntiglioso elenco degli omicidi ad opera dei cristiani, offerto dal commentatore, inizia con un esempio illuminante. Il massacro del Ruanda viene giustamente indicato da chi ci scrive come il conflitto "fra hutu e tutsi". Giustamente, perché se avesse scritto "fra cattolici e una etnia locale" nessuno avrebbe capito a chi si riferiva. La rivalità, antica, è infatti fra due etnie, quella hutu e quella tutsi, appunto in quanto etnie diverse, e la religione prevalentemente cristiana di una delle due non è stata la causa scatenante, ma è semplicemente uno degli elementi culturali che oggi (tra l'altro non da sempre) differenziano le due popolazioni.

 

Se  dicessimo che i cristiani hanno ucciso 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento, probabilmente diremmo una frase letteralmente corretta, ma completamente sbagliata e fuorviante. Lo sterminio degli ebrei è stato effettuato dai nazisti, i quali erano  sicuramente nella stragrande maggioranza battezzati, cioè cristiani. Ma non è stata la loro eventuale fede cristiana a determinare il massacro degli ebrei, e nessuno lo potrebbe affermare senza coprirsi di ridicolo: è stato il  regime nazista. Spiegare lo sterminio ebraico in termini di cristiani contro ebrei sarebbe totalmente falso, anche se paradossalmente "corretto".

 

Potremmo poi chiaramente soffermarci su probabili episodi in cui sacerdoti cristiani hanno aiutato singoli nazisti in fuga, così come i casi indicati dal lettore riguardo i fatti africani potrebbero sicuramente essere approfonditi - e andrebbe fatto, perché di bufale, in un senso e nell'altro, ne sono girate fin troppe - ma l'eventualità che qualche prete cristiano abbia aiutato qualche nazista non nega il fatto che sono stati i nazisti in quanto tali a organizzare e volere l'olocausto.

 

Potremmo fare molti altri esempi a riguardo: potremmo dire "i cristiani hanno attaccato gli ortodossi" anziché "la Germania ha invaso la Russia", e ignorare le ragioni geopolitiche dei conflitti per il predominio in Europa, o le motivazioni economiche che tanta storiografia marxista ci ha indicato per anni come essenziali.

 

L'elenco delle nefandezze dei cristiani offerto dal lettore (tra l'altro così variegato che dimostra lo sforzo per mettere nel calderone qualunque episodio venuto alla ribalta), gli consente però di eludere il merito della questione, a meno che il sottinteso del commento fosse "i cristiani commettono anche loro crimini, e quindi si meritano le persecuzioni". Spero di no, e quindi pongo a mia volta una domanda, che è, per me, quella fondamentale: è vero o no che in molti paesi portare al collo un crocifisso è motivo per essere condannati a morte?

 

E' vero o no che da anni vengono fatte esplodere bombe durante le messe nelle chiese cristiane in Africa? E' vero o no che in molti paesi le minoranze cristiane sono soggette a pogrom da parte della popolazione locale? E' vero o no che in nessun paese del Medio Oriente, tranne che in Israele, c'è libertà di culto per i cristiani?

 

Per essere ancora più chiari: è vero o no che in molti paesi nel mondo il solo fatto di dichiararsi o mostrarsi cristiani mette in pericolo la libertà, la sicurezza personale, la vita? Quando a questa domanda si risponde con l'elenco di eventuali (voglio prendere l'elenco del lettore per buono, e quindi non dico nemmeno "presunti") crimini ad opera dei cristiani, nasce il sospetto che lo si faccia per giustificare le persecuzioni, o perlomeno per sentirsi legittimati a ignorarle e poter serenamente girare la testa dall'altra parte.

 

E' questo, in fondo, il motivo di tanta indifferenza di fronte all'epocale mattanza dei cristiani. In una parola, il pregiudizio anticristiano (e ancora di più anticattolico) è talmente forte che la preoccupazione per i diritti umani, per un diritto fondamentale come la libertà religiosa, è cancellata.


(Foto: OpenDoors - Serving Persecuted Christians worldwide)

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