Arrendersi al Terrore

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canti natalizi

Puntualmente ogni Natale c’è chi fa l’albero, chi fa il presepe, e c’è il solito preside o dirigente scolastico che cerca di cancellare ogni segno della Cristianità per ridurre tutto a una sorta di Halloween. E’ inaccettabile la decisione presa dal preside della scuola di Rozzano (Milano) di "cancellare" i festeggiamenti e, con essi, i simboli natalizi. La nostra identità si basa su forti radici cristiane e la festività del Natale ne è l'emblema più evidente: pensare di affossare questa tradizione vietando il Presepe (e i vari addobbi natalizi) in un istituto scolastico non solo è irrispettoso ma è anche del tutto inadeguato specialmente in un luogo dove, al contrario, si dovrebbe insegnare alle future generazioni il significato profondo della nostra cultura e della nostra identità.

 

E' inoltre ridicolo trincerarsi, come ha goffamente tentato di fare il preside dell'Istituto Garofani di Rozzano, dietro il finto rispetto della multiculturalità e dell'integrazione tra gli studenti o, peggio ancora, dietro la volontà di evitare provocazioni religiose in questo clima di tensione post-Parigi. Forse il Preside in questione (tra l'altro ex candidato Sindaco per il M5S), già contestato mesi fa dai genitori per aver negato anche l'esposizione del crocifisso nelle aule in virtù di una non meglio identificata "laicità" (che non significa disprezzo delle tradizioni culturali e religiose), era semplicemente in cerca di visibilità? Bene, ora che ha ottenuto i suoi cinque minuti di (in)gloriosa notorietà, potrebbe tornare a svolgere seriamente il mestiere di dirigente scolastico, ruolo più che importante per la formazione delle nuove generazioni.

 

Considerare i canti natalizi una pericolosa provocazione dopo quello che è accaduto a Parigi non vuol dire solo offendere e cancellare l’identità, la tradizione nazionale e la cultura del nostro Paese, insieme alla fede religiosa della maggioranza degli italiani. Cancellare i simboli religiosi è soprattutto qualcosa di inefficace, visto che il terrorismo ha colpito proprio la Francia della laicité. Non solo: nei giorni scorsi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha confermato con una sentenza l’impostazione della legislazione francese a vantaggio della laicità e della neutralità dei servizi pubblici. Una sentenza arrivata quasi in concomitanza con gli attacchi di Parigi. Dunque mentre il terrore colpisce, l’Europa rinuncia ai suoi simboli. In realtà il problema non è fare il presepe e neppure disegnare una vignetta alla Charlie Hebdo. Il problema è che ad essere colpiti sono i simboli occidentali perché appartengono alla nostra cultura. Allora che facciamo, per non provocare i terroristi rinunciamo ai concerti rock? Chiudiamo il Bataclan?

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