Oggi e domani a Roma

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Oggi sala gremita all'Auditorium di Via Rieti a Roma per la prima conferenza politico-programmatica nazionale del movimento "Idea", intitolata 'La nostra Idea', con la partecipazione dei parlamentari, dei delegati territoriali del movimento, ospiti del centrodestra e dal comitato promotore del Family Day: Massimo Gandolfini, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi, Cinzia Bonfrisco, Mario Mauro e Lelio Alfonso, tra gli altri. La conferenza proseguirà anche domani con l'intervento di Alfio Marchini.

 

Nel suo discorso introduttivo, il senatore Gaetano Quagliariello ha parlato delle ragioni che hanno portato alla nascita di Idea, dei prossimi appuntamenti elettorali come le amministrative a Roma, della vicenda Cirinnà facendo un quadro più generale sul renzismo e le alternative politiche a Renzi. "I gazebo per Bertolaso? Siamo passati dalle primarie alle 'singolarie'. Avrebbero potuto almeno ricordare come si votava negli anni Trenta, sotto il regime, e proporre quantomeno ai cittadini il nome di Bertolaso con accanto un 'sì' o un 'no' fra i quali scegliere", ha detto Quagliariello parlando delle amministrative a Roma. "Sulla strada della democrazia già sarebbe stato un avanzamento...".

 

"Sui temi antropologici siamo di fronte a un nuovo progetto di ingegneria sociale, una evoluzione del comunismo", ha aggiunto il senatore parlando di unioni civili e non solo. "Un progetto che punta a trasformare ogni desiderio in diritto, a pianificare ogni attimo dell'esistenza, che punta ad azzerare i rapporti fra le persone e ad assoggettare allo Stato la dimensione intima della vita di ogni uomo". "I fautori di questo progetto non si fermeranno, quanto è accaduto al Senato è solo un primo episodio. Andranno avanti casamatta dopo casamatta. Per questo - ha concluso Quagliariello - sui principi non si possono fare compromessi".

 

"Quale sistema politico abbia in mente Renzi è molto chiaro", ha spiegato Quagliariello. "Da un lato lui evidentemente non crede nell'attualità del bipolarismo come confronto tra idee e culture contrapposte, crede che la politica sia un gioco di palazzo, e dall'altro però ha voluto una legge elettorale che prevede il ballottaggio e quindi una contesa finale tra soli due contendenti". "A fronte di questa contraddizione - ha aggiunto -, Verdini rischia di essere non un episodio ma la cifra del sistema politico che si prefigura. Renzi pensa di poter tenere a bada la sinistra e allo stesso tempo contare sull'asservimento di una melassa centrista priva di identità, andando avanti grazie a un doppio forno alimentato da ricatti, favori e prebende. E' evidente che con tutto questo noi non possiamo e non vogliamo avere niente a che fare".

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