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strage orlando

“È bene che si usino parole ferme e inequivocabili per condannare quanto accaduto: l'azione è figlia dell'estremismo islamico e non di un indefinito e vago sentimento di odio". Lo ha detto oggi il presidente della Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, e lo ha detto con la piena consapevolezza di chi, facendo parte della minoranza per antonomasia, la storica comunità ebraica in diaspora, è ben allenato a riconoscere le radici dell’odio.

Assurdo il tentativo di Obama e dalla candidata democratica Clinton di “buttarla in caciara” contro la lobby delle armi, così come quello di circoscrivere la strage a un fanatico isolato figlio dell’America. Questi tentativi rischiano paradossalmente di spingere la comunità LGBT nelle braccia dell’”impresentabile” candidato repubblicano Trump (impensabile fino all’altro ieri) il quale, senza mezzi termini, ha puntato il dito contro la minaccia del terrorismo radicale islamico.

Anche se le indagini appurassero che Mateen ha agito da solo, senza ordini specifici dall’esterno, la sua stessa rivendicazione di appartenenza ad Isis (e la conferma da parte del Califfato) la dice lunga sui suoi punti di riferimento, che non fanno parte del mondo americano ma vengono da fuori.

La forza del terrorismo islamico non sta nella facilità con cui i singoli terroristi dispongono di armi, ma nella determinazione con cui si preparano a morire pur di annientare il nemico, perché per loro “la morte vale più della vita”: è questa la loro vera arma letale. Il commercio internazionale purtroppo fiorente di armi e le lobby dei fabbricanti che sono riuscite a bloccare persino ogni tentativo di Obama di limitarne il potere, non sono le cause del terrorismo islamico, non più di quanto lo siano state le compagnie aeree per l’11 settembre.

L’invito a non demonizzare l’Islam fatto dalla Clinton appare ormai come  una ostinata froma di cecità volontaria: si continua a girare la testa dall’altra parte, a non voler vedere che donne, minoranze religiose e gay hanno vita molto dura – quando riescono a sopravvivere -sotto le dittature islamiche, senza neanche andare a scomodare l’Isis, lo stato islamico dove i gay li uccidono gettandoli nel vuoto, dalla cima dei palazzi. E’ sufficiente far mente locale su quel che succede a casa dell' “alleato” degli Usa, l’Arabia Saudita, dove tra l’altro anche Omar Mateen si era recato un paio di volte in pellegrinaggio alla Mecca.

L'ossessione di non colpevolizzare chi crede nella religione musulmana si sta trasformando una pericolosa deformazione del reale, per cui si tenta di derubricare la strage islamista ad un espisodio di follia omicida del genere Columbine, grave quanto si vuole ma del tutto simile ad altri eventi analoghi. Sono le armi; è l'omofobia. Qualunque scusa è buona pur di tacere quello che salta agli occhi: che, cioè, si tratta di un tipico attacco islamico, che si rivolge contro tutto quello che l'Isis odia e ritiene frutto della perversione occidentale.

CommentiCommenti 9

Gaetano (non verificato) said:

Avviso ai terroristi islamici in suolo USA: "finché ucciderete con armi da fuoco del genere fucili d'assalto, pistole e similia, scordatevi pure di ottenere credenziali per Allah e per lo Jihad. Potrete fare tutte le telefonate al 911 che volete, potrete anche godere della rivendicazione ulteriore direttamente diffusa dallo Stato Islamico, ma se non provvederete a massacrare le vostre vittime con le nude mani, per l'arguto Obama altro non sarete che vittime delle lobbies dei produttori di armi". Non penserete mica che il più disastroso Presidente della storia degli Stati Uniti d'America sia diventato Premio Nobel per la Pace per caso?

francesco (non verificato) said:

ottima analisi ...aggiungerei che i paesi in cui l'islam domani sono islamici e basta...ed i cd moderati si trasformano in "radicali in funzione delle circostanze"...vedasi caso iraq nel 2014 in due UNICI contesti credenti islamici si sono opposti alle mattanze e sono stati uccici (uno di essi mi sembra fosse un preside di mosul)..l'islam è l'islam e basta

Tex Willer (non verificato) said:

Cito dall'articolo:
"Il commercio internazionale purtroppo fiorente di armi e le lobby dei fabbricanti che sono riuscite a bloccare persino ogni tentativo di Obama di limitarne il potere, ..."
spero stiate parlando delle armi da guerra, armamenti pesanti, e non delle armi semiautomatiche acquistabili da noi bravi cittadini civili appassionati di sport nel tiro a segno, tiro a volo, e caccia, vero? Perché quelle sono le armi che noi, vittime e potenziali vittime, dobbiamo poter possedere per difendere le nostre vite e le nostre proprietà.

daniele giomi (non verificato) said:

Finalmente qualcuno che ha l'onestà intellettuale, e a Lei le ho sempre fatto onore di questo, che scrive senza falsità la reale situazione. Negare che l'Islam non è solo una religione ma una pericolosa commistione tra pubblico e privato che porta alla perdita di libertà e principi che la tradizione Cristiana ha stabilito millenni fa. L'essere mussulmani non prevede libertà di coscienza e libero arbitrio. le leggi religiose sono le leggi che regolano la convivenza civile e questo è delirante! La scusa delle armi poi è patetica e delirante, è il solito metodo di guardare il dito e non la luna che il dito indica.
La politica astrusa, suicida e in realtà contro tutti I principi basilari che hanno fatto degli USA la Potenza che è che Obama e la casta dei finanzieri ha messo in pratica negli ultimi otto anni ha avuto e continua ad avere ricadute nefaste su tutto il globo.
Ignorare gli islamici solo perchè potenti emiri sono forzatamente alleati per motivi economici porterà alla rovina, purtroppo non solo gli USA ma anche l'Europa se non si sveglia in tempo!
speriamo nella Provvidenza e che come sempre Qualcuno dall'alto provveda!

Benedetto (non verificato) said:

Argomentate pure ciò che volete e come vi riesce di farlo, il mondo è bello perché è vario. Ma affermare che la comunità LGBT USA si sia improvvisamente schierata con Trump è umorismo involontario, segno della pochezza di alcuni pensatori

enrico bonaiti (non verificato) said:

Cara Assuntina, ho molto apprezzato l'articolo e, come sempre, la sua sincerità e coraggio. Purtroppo questi sono i tempi in cui viviamo e l'ipocrisia (e la convenienza politica) ci circonda!
tanti cari saluti
Enrico Bonaiti

maurizio griffo (non verificato) said:

si possono fare tanti discorsi sull'attentato di Orlando ma una cosa è non è opinabile, il fatto che l'attentatore fosse islamico