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attentato baghdad

Si aggrava il bilancio delle vittime dell'attacco suicida avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Baghdad. Lo stato islamico ha ucciso 250 persone tra uomini donne e bambini facendo registrare così il più grave attentato nella storia dell'Iraq.

E si contano, poi, ben 200 feriti. La devastazione è tale che nel centro commerciale di Hadi non si smette di scavare, alla ricerca di una trentina di persone ancora date per disperse. La scelta di posizionare l'autobomba davanti a un centro commerciale in quell'orario indica chiaramente l'intenzione da parte dei terroristi di causare il maggior numero possibile di vittime.

L’attacco, portato in una zona prevalentemente abitata da sciiti, è stato rivendicato una settimana dopo che questi ha perso Falluja. In Iraq, subito dopo la strage, erano stati proclamati tre giorni di lutto nazionale, che ora è stato prorogato. Intanto, i residenti del quartiere Karrada si sono riuniti e hanno organizzato veglie di preghiera per ricordare le vittime dell'attentato.

Sempre nella notte di domenica, c'è stato un secondo attacco a Bagdad, a Shaba, nella zona settentrionale della città: anche in questo caso l'esplosione di un ordigno ha causato morti e feriti.
La tragedia ha lasciato strascichi a livello politico. Il ministro dell’Interno, Mohammed Salem al Ghabban, che aveva denunciato l’inutilità dei posti di blocco approntati nella Capitale, ha rassegnato le sue dimissioni.

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