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Con una cronaca zuccherosa da far venire il diabete solo a leggerla, apprendiamo dal premuroso cronista del Corriere che Nichi Vendola è felicemente al mare con un bambino, precisamente il figlio del suo compagno, che lo ha avuto con l’utero in affitto, in California, da una madre surrogata di origine indonesiana e con  l’ovocita acquistato (ma  bisogna fingere che sia "donato") da una donna diversa, probabilmente chiara di pelle e con i capelli biondi. Nichi Vendola non ha quindi, con il piccolo, né legami biologici né legali secondo le norme italiane, e forse proprio per questo continua a farsi fotografare con Tobia in braccio, anziché farlo riprendere con il suo papà biologico, Ed Testa: Vendola vuole essere considerato il padre del piccolo, nonostante non lo sia, anzi, nonostante l’utero in affitto in Italia sia un reato.

Ma per chi ha abbastanza soldi da pagare – fra i 100.000 e i 150.000 dollari circa per la procedura in sé, più le spese di viaggio e soggiorno negli USA – è un divieto facilmente aggirabile, e a far sì che si possano evitare condanna e sanzioni ci hanno pensato  diversi giudici italiani, che anziché perseguire il reato consentono di trascrivere tranquillamente tutti i documenti che attestano la nascita del bambino e, soprattutto, che consentono di cancellare l’esistenza delle due madri, quella genetica e quella che l’ha fatto nascere. Del resto, è ovvio che i giudici si orientino verso questa soluzione quando sono spinti a farlo dalla stessa legge sulle unioni civili (con il comma 20) e quando il ministro della giustizia Orlando approva pubblicamente le sentenze.  

Alcuni maligni in rete hanno suggerito che la sbrodolata su Nichi dolce papà sia stata confezionata per bilanciare la recensione di Monica Ricci Sargentini a un bel libro profondamente critico sull’utero in affitto, scritto da Marina Terragni (Temporary Mother), pubblicata sul Corriere lo stesso giorno. Altri, incredibilmente perfidi, alle parole del giornalista che racconta “I genitori  non hanno voluto una baby sitter e non lasciano il piccolo neanche per un istante”, hanno commentato “per forza, con quel che gli è costato…”. Lasciando da parte le maldicenze, però, c’è da riconoscere che i toni dell’articolo sono da favola di altri tempi: “la passeggiata sull’erbetta a ridosso della spiaggia o all’ombra di un grande pergolato….i sorrisi, le carezze, gli occhi che brillano”: un mix fra “Felicità” di Albano e Romina e Mulino bianco. Sarebbe solo patetico, se non  fosse invece molto triste sbattere periodicamente il piccolo Tobia in prima  pagina per legittimare l’utero in affitto, usando tutta la tenerezza che un  bambino di pochi mesi può suscitare per sdoganare una odiosa pratica di sfruttamento delle donne. 

Non è in discussione la capacità di amare e di essere genitori di Nichi Vendola e di Ed Testa. Siamo sicuri che il piccolo Tobia sia amato e curato: ogni bambino è sempre una benedizione, a prescindere da come sia venuto al mondo. Così come, però, siamo sicuri che ogni bambino abbia diritto alla sua mamma: ha diritto ai suoi abbracci, alle sue coccole, ha diritto a crescere accanto a lei, e non sarà certo un collegamento skype ogni tanto a colmare un vuoto che altri hanno deciso per lui. La realtà è ostinata, e lo stesso articolo del Corriere lo dimostra, quando chiude con un incredibile ma significativo lapsus, dicendo di Vendola: "La voce si piega poi in una profonda commozione quando ricorda la perdita della madre Tonia, scomparsa a dicembre dell’anno scorso. «Se n’è andata settanta giorni prima della nascita di Tobia, era felice per questa nostra decisione, mi addolora pensare che non abbia fatto in tempo a vederlo: adesso cerco di trasmettere al nostro bambino la sua meravigliosa energia»".

Ma il piccolo Tobia non potrà mai ricevere la "meravigliosa energia" di sua madre, quella che invece Vendola ha conosciuto vivendo accanto alla sua, di madre, quella che lo fa commuovere al suo ricordo. Al piccolo Tobia è negata per un contratto. In nome dell'amore e dei desideri di altri.

 

CommentiCommenti 12

marzia (non verificato) said:

ma tobia avrà zie, amiche, amiche delle amiche che lo ricopriranno di attenzioni e affetto 'materno', se il problema è una presenza femminile sono sicura che niki e il suo compagno hanno un bel giro di amiche più o meno loro coetanee tra il salento, il nord barese e il canadà. il punto è che come esistono diverse tipologie di famiglie e di madri - lavoratrici e quindi spinte dal bisogno ad affitare una baby sitter surrogata magari cecena o romena, o invece madri all'antica (magari disoccupate) che aspettano tutto il giorno a casa col bebè il padre che torna dal lavoro - è giusto, forse, nel 2016 d.c., abituarsi a pensare a diverse tipologie di genitori, legami affettivi, ecc.

natascia (non verificato) replied:

Neanche mille presenze femminili possono sostituirsi alla MAMMA!!!

lucia (non verificato) replied:

Avresti commentato in questo modo se fossi coinvolto semi da un familiare?
O avresti pensato che il bimbo sarà un adulto poco equilibrato?

Antinella (non verificato) replied:

Non è questione di figure femminili o maschili, è questione di identità: sapere chi sono, sa dove vengo mi occorre per vivere il futuro, e i bambini hanno questa domanda nel Dna, per quanto manipolato. Arriverà un tempo in cui cercheranno risposte e le bugie non serviranno più se non ad accrescere l'angoscia

Daniele Perri (non verificato) replied:

Per quante amiche, zie, nonne, sorelle...

Perché non provi a dire mamme...

Hai mai minimamente provato ad essere cresciuto da una donna che non sia tua mamma? E parli... Ad 8 anni ho perso la mia, per il dolore ho perso pure la memoria di lei, mi hanno fatto da mamma, le mie nonne, le mie zie e le amiche della famiglia... Ma pur non ricordadomi quasi niente di lei, ti garantisco che non è mai passato dalla mia mente di considerarle tali.

È vero, di mamma ce ne è una sola.

E pur avendo avuto una matrigna che mi ha "amsto" per qualche anno veramente, non ho mai riconosciuto in lei una mamma, la mia, mamma!

alessia (non verificato) replied:

cioè tu stai dicendo che la mancanza di una madre si può facilmente colmare con la presenza di 'amiche'??? non mi vengono parole per definire la tua idiozia!

martina (non verificato) said:

Provo un che di fastidio, per non dire altro, nel vedere questo piccino in braccio a Vendola. Le carni tenere, bianche, innocenti a contatto con quelle di quest'uomo 'vissuto' nonché perfetto estraneo mi sembrano un inno alla violabilità dell'innocenza e l'immagine mi dà un senso di nauseabonda vertigine.......

Annalisa (non verificato) replied:

Non riesco proprio a capire il suo commento? E per quale ragione le da così fastidio? Tanti bambini vengono adottati e fin da piccoli stanno tra le braccia di genitori che non sono i loro genitori biologici e questo dovrebbe infastidire? Non comprendo.

Antonietta (non verificato) said:

Anche il bambino nato dalla donna morta dopo il cesareo perché le avevano lasciato una garza nell'utero avrebbe bisogno di amore materno. Per citare solo uno dei milioni di bimbi che cresceranno senza amore materno. Lo riceveranno dai padri, da nonne e nonni , zie e zii se esaranno fortunati. Altrimenti cresceranno senza amore come milioni di orfani nel mondo.
Ma lasciate che le persone vivano come meglio credono e smettiamola con questo mito dell'amore materno; sono sicura che, partendo dai figli di Medea e arrivando al bimbo della Franzoni, molti bimbi starebbero tanto meglio senza mamma.
P.s. sono una mamma, a scanso di equivoci.

Giuseppe Pizzardi (non verificato) said:

Si può essere o non essere d'accordo con l'autore dell'articolo ma sicuramente sfugge una cosa importante: quel bambino (e dico proprio quello non un teorico bambino) senza la volontà di tutti e tre i componenti (i due papà e la mamma in affitto) non sarebbe mai nato, non esisterebbe proprio.