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Vladimir Putin parla nel suo annuale discorso alla nazione, davanti alle Camere riunite del parlamento russo. La Russia è pronta al dialogo con i suoi partner internazionali, ma "non permetterà che vengano violati i propri interessi". "Noi non vogliamo nemici, abbiamo bisogno di amici, ma non possiamo trascurare i nostri interessi", è  così che Vladimir Putin si dice pronto a lavorare con l'amministrazione di Trump. "Vogliamo un sistema stabile di relazioni internazionali senza monopoli e senza limiti alla libertà di parola", sottolinea. Per Putin "le lezioni della Guerra fredda sono state vanificate" non per colpa della Russia che è "per la difesa di tutti i Paesi e non solo di alcuni".

Secondo Putin negli anni di crisi è stata garantita la "stabilità macroeconomica" e mantenute le "riserve sovrane". "Iniziamo a intravedere i segnali di crescita", evidenzia. In particolare l'export dei prodotti agricoli russi ha superato quello delle armi, spiega Putin precisando che nel 2016 il valore dell'export dei prodotti agricoli sarà pari a 16,9 miliardi di dollari. Secondo il capo del Cremlino quindi la Russia al momento guadagna più dall'agricoltura che dalla vendita di armi nel mondo. Per quest'ultima Mosca occupa tra i primi posti nella classifica degli esportatori, guidata dagli Usa.

"La Russia ha saputo assicurare la sostenibilità macroeconomica ed è riuscita a mantenere le riserve finanziarie", mentre "le sanzioni occidentali" per la crisi ucraina e "la risposta russa" con l'embargo contro i prodotti agricoli occidentali "hanno aiutato i produttori agricoli russi, ma questa situazione non durerà per sempre", ha inoltre detto all'Assemblea federale della Federazione Russa al Gran Palazzo del Cremlino. Secondo il presidente anche l'inflazione "si abbassa" e a "imboccato una dinamica positiva": quest'anno non dovrebbe superare il 6%.
Putin, poi, non rinuncia a lanciare l'accusa di censura nei confronti della Ue, in un evidente riferimento alla recente risoluzione dell'Europarlamento che condanna la propaganda messa in campo da tv e agenzie russe, "l'Occidente pratica la censura dopo aver contestato le stesse cose alla Russia".

"Speriamo di unire le forze con gli Stati Uniti nella lotta contro una minaccia reale e non inventata: il terrorismo internazionale", infine afferma. Il numero uno del Cremlino assicura di non voler cercare degli "antagonismi" né "dei nemici", ma di voler invece normalizzare le relazioni con gli Usa.

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