6 motivi per cui eravamo grandi

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politicamente corretto

Il mantra dell’Unione europea è che solo la fine delle nazioni, il melting pot e una politica estera non interventista possono dare benessere all’Europa e salvarla dalle guerre e dai crimini commessi per cinquecento anni. Ma Niall Ferguson, lo storico più influente e autorevole dell’Occidente, è sconvolto dal politically correct delle università occidentali. Per questo, nel 2011, ha condotto per la tv britannica Civilization. The West and the Rest, divenuto poi un libro, e ha risposto alla domanda più affascinante della storia: come è potuto accadere che le piccole nazioni europee siano arrivate a dominare il mondo e perché è stata l’Europa e non la Cina, già politicamente unita nel XV secolo e tecnologicamente avanzata, a creare il mondo moderno?

La risposta di Ferguson è semplice: proprio perché le "città-stato" e i piccoli Stati europei erano divisi da lotte interne e da guerre feroci, sono arrivati a conquistare il mondo. Tant'è che all’inizio del Novecento gli europei controllavano il 60% del pianeta. Quali sono state le 6 "killer app", i 6 motivi decisivi per i quali i piccoli Stati europei sono arrivati al governo del mondo? Primo: la competizione. Nel XV secolo l’Europa sprofondava nella miseria, la Cina era la civiltà più avanzata. I cinesi avevano già inventato la stampa e la polvere da sparo. Poi tutto cambia: mentre l’impero cinese declina, addormentato dalla dinastia Ching, la rivalità delle piccole nazioni europee e la lotta per la sopravvivenza determinarono grandi progressi tecnologici, in particolare nel trasporto.

Dalla prima "killer app." dipendono le altre: la rivoluzione scientifica da Copernico a Newton, usata per avere nuove armi, caratterizzata dallo scontro con l’aristotelismo scolastico, e dal ruolo decisivo della stampa. L’Islam, che aveva avuto grandi matematici, considerò una bestemmia la rivelazione dei segreti celesti, mentre i cinesi usarono la stampa solo per edizioni standard di Confucio. Anche le altre "killer apps" (il diritto di proprietà, la medicina, il consumo prodotto dalla rivoluzione industriale e l’etica del lavoro) sono connesse alla competizione. Come ricorda Ferguson, il "modello di Roosevelt", che preferiva una politica di sangue e ferro a una di latte e acqua, era il cardinale Richelieu, per il quale ”power is right” e chi è sconfitto è sempre dalla parte sbagliata.

Ferguson, che insegna anche a Harvard, è preoccupato (si veda Colossus del 2004) dal declino americano. Non crede a "Chimerica", all’illusione che gli americani faranno sempre nuove scoperte che daranno da assemblare ai cinesi, come con Apple. La guerra in Iraq per Ferguson è stata la prova dell’incapacità americana di essere una potenza imperiale: gli Stati Uniti non hanno abbastanza soldati e soprattutto non sono per tradizione esportatori di gente, coloni e genieri, ma importatori di persone, con un milione e mezzo di arrivi l’anno. L’età dell’imperialismo fu un periodo in cui la popolazione europea cresceva così velocemente da inondare altri continenti, conquistarli e colonizzarli. Oggi gli asiatici e gli africani sono in piena esplosione demografica e per Ferguson saranno loro a colonizzare l’Europa e l’America.

Nel 2050 solo un abitante su due degli States sarà bianco. Il problema è ancora più grave in Europa, in piena crisi demografica. Per questo Ferguson sostiene Brexit, la rivolta delle nazioni contro la Ue, e Trump, che vuole ridimensionare la Cina, riportare il lavoro in America, allearsi con i russi e abbandonare l’Europa. La decisione di ritirare la NATO, oltre a fare risparmiare miliardi agli Stati Uniti, potrebbe risvegliare gli europei dal letargo e costringerli ad affrontare il problema della difesa. Per gli europei la fine dell’ombrello NATO è uno shock, ma potrebbe essere positivo e restituire all’Europa il dinamismo di quando era grande.

CommentiCommenti 5

maboba (non verificato) said:

A me ha convinto di più la tesi di R. Stark in "Vittoria della ragione" sulle ragioni del prevalere dell'Occidente cristiano. Mi ha colpito la citazione finale di un intellettuale cinese:
"Una delle cose che ci è stato chiesto di indagare è che cosa ha permesso il successo, o meglio, il primato dell'occidente su tutto il resto del mondo. Abbiamo studiato tutte le possibilità da un punto di vista storico, politico, economico e culturale. All'inizio abbiamo pensato che fosse perché voi avevate armi più potenti delle nostre. Poi abbiamo ritenuto che voi avete un sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent'anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Ecco perché l'Occidente è così potente. Le basi morali cristiane della vita sociale e culturale sono state ciò che ha permesso l'emergere del capitalismo e poi la riuscita transizione verso politiche democratiche. Non abbiamo alcun dubbio in proposito"

DANILO SCLANO (non verificato) replied:

..Anch'io ne sono convinto, non è un caso che l'attuale momento di debolezza europea coincida con il rinnegare delle sue radici cristiane da parte dell'elite parassitaria che la domina, d'altronde quest'elite si serve dei petro-euro massicciamente forniti dagli amici musulmani e di OBAMA ( ma è musulmano pure lui o no?) che tanto è piaciuto ai governi pseudoprogressisti europei più la merkel ( che non si sia sia cristiana, musulmana o atea, si sa che vien dalla DDR, e che i greci sono scrocconi, mai subito dopo ci sono gli Italiani).

Americo Urbinati (non verificato) said:

è proprio la massima espressione del pensiero cristiano, la sua sublimazione: carità, misericordia, pietà eretti a valori fondanti di una politica di incondizionata autoabnegazione ("solidarietà umana"). Sii cristiano, non dare solo la metà del tuo "mantello" al profugo infreddolito: daglielo tutto, perché lui avrà sempre piú freddo di te. Intanto tuo figlio muore di polmonite? E' un sacrificio necessario, in nome della "carità cristiana". Cosí l'Occidente - cristianamente - si suicida.
La forza che lo ha invece spinto e portato a dominare il mondo è stata, in realtà, la capacità di esprimere tutta la sua "volontà di potenza" (nel senso poi postulato a vario titolo da Nietzsche, Spencer e dalla scuola del darwinismo sociale) sotto le bandiere di un cristianesimo formale (e spesso anche razzista) e comunque totalmente a-cristiano. E' la perdita di "volontà di potenza" (legata a due guerre mondiali, perse non solo dalla Germania ma dall'Europa, con particolare riferimento ai due imperi coloniali, britannico e francese) e la vittoria del messianico progressismo 'liberal' di Wilson & Roosevelt che ci ha portato all'Occidente di oggi: finalmente veramente cristiano, aperto a tutti e solidale, anche se agonizzante. Evviva!