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"Preoccupato per Vivendi? Alla mia età che preoccupazioni volete che abbia?". Così risponde Silvio Berlusconi a chi chiede cosa succederà con la scalata a Mediaset da parte dei francesi di Vivendi. Ieri il gruppo transalpino si è già portato al 25,75% del capitale (pari al 26,7% dei diritti di voto).

L'esito è stato un nuovo balzo del titolo: +23,33% a 4,4 euro livello che non vedeva dal 2015. Ovviamente volumi alle stelle: è passato di mano il 10% del capitale. Insomma è una scalata in piena regola, tanto che Consob ha convocato i vertici di Vivendi che saranno ascoltati o domani o dopo.

Anche se il mercato specula, un'opa su Mediaset da parte di Vivendi è lo scenario meno probabile in questa battaglia a colpi di pacchetti azionari e denunce. In realtà l'obiettivo di Vincent Bolloré, come anticipato da Mf-Milano Finanza, è sedersi al tavolo con Silvio Berlusconi e trattare sulla base del polo europeo dei contenuti tratteggiato già lo scorso aprile.

Gli analisti di Icbpi sono convinti che "Vivendi vicina alla soglia del 30% dei diritti di voto, potrebbe chiedere la convocazione di un'assemblea degli azionisti per avere un peso con la sua quota nel cda di Mediaset. Il passo successivo sarebbe il lancio di un'offerta pubblica di acquisto che sarebbe coerente con gli obiettivi aziendali, supponendo che i vincoli anti-concentrazione vengano superati".

"Ad esempio con la vendita di Premium, la quota di Mediaset  nel sistema integrato delle comunicazioni (SIC) può scendere al di sotto della soglia massima del 10% dal 13,3% registrato da Agcom nel 2015", precisano ancora a  Icbpi. Rispetto ai limiti previsti dalla legge italiana, non è possibile avere il controllo di una quota superiore al 40% del mercato tlc e una quota superiore al 10% del Sic.

"In ogni caso, in assenza di una soluzione comune con Fininvest che detiene il 39,8% dei diritti di voto, questa strategia potrebbe presentare rischi di esecuzione non trascurabili", avvertono gli analisti di Icbpi che hanno rating e target price in revisione su Mediaset. Mentre Banca Akros ha ribadito il giudizio neutral e il target price a 3,50 euro in quanto il titolo ha raddoppiato il suo valore dalla fine di novembre, "probabilmente incorporando la maggior parte del premio speculativo".

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