L'anno che se ne va

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ADDIO AL 2016

Un anno difficile, un anno complicato quello che ci stiamo lasciando alle spalle: lo ricorderemo come l’anno delle macerie. Macerie fisiche, innanzitutto, letteralmente montagne di macerie ad Amatrice, Accumoli, e poi Arquata del Tronto, Visso, Castelluccio, e se una foto ci ha toccato il cuore è sicuramente quella delle persone in ginocchio davanti alla cattedrale di Norcia, distrutta. Ma anche le macerie delle guerre, più o meno dimenticate, o ignorate, da Aleppo a Mosul: macerie di case e di chiese, e colonne di popoli in fuga. E se l’acqua potesse prendere una forma, il mare nostrum avrebbe pure lui l’aspetto di macerie, mostro marino che attrae i migranti e li risucchia a sé.

E poi ci sono macerie che non si vogliono vedere, per esempio quelle lasciate dal terrorismo islamico sempre più spesso in occidente. Una cecità ostinata e con un tocco persino surreale: vi ricordate quest’anno, quanti “disagiati mentali” hanno incidentalmente urlato “Allah Akbar” in diretta o su video appositamente registrati e messi in rete, prima di sparare, accoltellare, sgozzare, far esplodere, lanciare Tir su folle innocenti? Ricorderemo il 2016 come l’anno della tragica epidemia di persone impazzite, a cui giornalisti e intellettuali e politici soprattutto di sinistra erano in grado di diagnosticare con una velocità stupefacente, praticamente in diretta e sempre con estrema precisione, disturbi mentali estremamente selettivi – colpiscono solo fedeli islamici - che mai nessun medico aveva individuato prima con tanta abilità.

Branchi di lupi che i media si ostinano a dire “solitari”, adesso chiamati anche cani sciolti, che nel 2016 hanno scorrazzato indisturbati per l’Europa, a partire dal capodanno di Colonia dello scorso anno, e la risposta di noi europei è stata altrettanto surreale: continueremo a vivere come se niente fosse. Canteremo "Imagine" tenendoci per mano e armati di gessetti colorati disegneremo fiori sui marciapiedi. E poi ci si chiede perché i terroristi sono convinti di vincere.

A proposito di macerie, indimenticabile lo schianto dell’ex presidente del Consiglio contro un’accozzaglia in cemento armato, il muro del 60% del No al referendum contro cui si era lanciato a tutta velocità, convinto com’era di avere davanti le discese ardite senza neanche le risalite. Non ne ha azzeccata una, Renzi (peggio di lui solo il New York Times): dalla foto della celeberrima cena con Obama -  a guardarla adesso, è da Premio “Da domani tutti a casa” –  al sostegno sbandierato alla Clinton, passando per il salasso di Jim Messina (anche questa una "sòla" rifilata da Obama), la consulenza più inutile e costosa della storia della repubblica.

Con la buona scuola è riuscito a fare imbufalire persino i prof. appena assunti – eppure sono gli unici a cui ha dato lavoro a tempo indeterminato – mentre il jobs act già stanno correndo a cambiarlo, in parlamento, per evitare il referendum della CGIL. Le riforme si stanno sgonfiando una dopo l’altra, e resta solo (ma per quanto?) quella maledetta sulle unioni civili, l’origine di tutte le sue disgrazie, che l’ostinato ex premier continua a rivendicare senza rendersi conto che buona parte dello sberlone 60 a 40 lo deve all’alleanza con gli LGBT (portasse male?) contro i cattolici. Le macerie lasciate da Renzi riguardano pure il Pd: crollate le iscrizioni, perse pure le amministrative, lacerato il partito. Premio “io mi rottamo da solo” a Renzi.

Ma per il 2016 merita un riconoscimento speciale Nichi Vendola. Premio “il denaro compra tutto” al campione per eccellenza della sinistra italiana, quello che per aiutare le donne bisognose è disposto persino ad "affittare" la maternità. Quello che “di mamma ce n’è una sola, la mia”, ma gli altri (e il bimbo che vive con lui) possono farne a meno.

E infine, la grande svolta americana, quella che dalle macerie può aiutarci a uscire. In pochi abbiamo creduto in Trump, e la magica notte delle sue elezioni ce la ricorderemo per sempre, di quelle che diremo con orgoglio “io c’ero”. La sconfitta della Clinton è stata anche quella di Obama, uno dei peggiori presidenti di tutta la storia degli Stati Uniti. Lo ricorderemo per le interminabili stragi in Siria, per aver armato i terroristi islamici chiamandoli “ribelli”, per la destabilizzazione della Libia e del Nord Africa, per aver spiato impunemente mezzo mondo, per averci fatto diventare tutti fan di Putin, e perché l’unica guerra che ha vinto è stata quella dei gabinetti per i transgender. Lo ricorderemo anche per aver cercato di provocare gravi incidenti diplomatici nei suoi ultimi giorni alla Casa Bianca, tentando in tutti i modi di danneggiare il suo paese, e siamo serenamente certi che, se continua così fino al 20 di gennaio, i democratici torneranno al potere in America non prima dei prossimi quaranta anni: anche lui lascia solo macerie.

Ma il 2016, per noi che stiamo scrivendo, è stato anche l’anno di svolta per questo piccolo e combattivo giornale on line. Tutto quello che abbiamo ricordato adesso (e anche molto di più) lo abbiamo scritto, in tempo reale, condividendolo con voi. A volte siete stati d’accordo, a volte meno. E il giornale, intanto, è cresciuto. Se dalle macerie vogliamo ricostruire, dobbiamo innanzitutto essere consapevoli di quel che sta succedendo, dobbiamo essere in grado di leggere i fatti, giudicandoli, prendendo posizione. Vogliamo e dobbiamo giudicare la realtà. E’ questo il primo, necessario passo che abbiamo fatto nell’anno che ci lascia, e che siamo decisi a continuare e rafforzare,insieme ai nostri lettori, per questo 2017.

Buon anno a tutti.

CommentiCommenti 10

Angelo Enrico D'ELIA (non verificato) said:

Cara Assuntina,ti auguro un radioso e ricco di ogni bene 2017.Continua a perseverare nella verità,sarò sempre al tuo
fianco.Angelo

pietro portaluppi (non verificato) said:

Grazie mille degli auguri e per tutta l'attività svolta.
complimenti.
Auguri a tutti

Pietro (non verificato) said:

Assuntina sei grande!!! non sempre ho condiviso al 100per100 i tuoi giudizi quest'anno, ma è troppo importante che tu ce li faccia conoscere, con la tua intelligenza e la tua simpatica verve!

Aldo Giovanni Grandi (non verificato) said:

Sempre in perfetta sintonia, auguroni.

Maria (non verificato) said:

Ti ringrazio per la passione e la lucidita' dei tuoi articoli. Buon anno e buon lavoro

donatella da corte (non verificato) said:

grazie Assuntina per la lucidità con cui giudichi gli avvenimenti.
Ti auguro (e lo auguro a tutti noi) un anno ricco di serenità, in cui impariamo a camminare fra queste macerie, che probabilmente non verranno meno. Che la luce di Cristo ci illumini la via!

Massimo Altobelli (non verificato) said:

Condivido pienamente l'analisi dell'anno che se n'è andato e che ha trascinato le sue macerie anche nel primo giorno del nuovo anno con l'attentato in Turchia...Se non ci sorreggesse la certezza che Lui "che poteva accontentarsi di aiutarci" invece ha scelto di venire in mezzo a noi, oggi saremmo tutti disperati...Io, tra l'altro, appartengo al gruppo dei terremotati delle Marche con casa gravemente lesionata, quindi fuori...
Ma "il futuro non trema" come dichiarano gli amici dell'Università di Camerino...dunque avanti con fiducia pur sapendo che sarà molto duro rialzarsi.
E ora una domanda facile, facile ad Assuntina: a tuo avviso in questo momento in Italia c'è una personalità di rilievo affidabile che potrebbe assumere la guida politica del centrodestra, Berlusconi permettendo o suo malgrado? Grazie e Buon Anno!!!

Manlio Pittori (non verificato) said:

Raramente ho letto un simile concentrato di odio e di disprezzo verso tutto quello che non piace all'autrice dell'articolo e verso tutto ciò che ricorda, anche solo vagamente, la sinistra.

Tutto il male viene da quella parte lì; tutto il bene, di conseguenza, verrà dalla parte dell'autrice.

Davvero sconfortante, una simile parata di odio conclamato.