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A Firenze, proseguono le indagini sull’esplosione della bomba alla libreria Bargello di Casa Pound che il primo gennaio scorso è costata l’amputazione di una mano e gravi ferite ad un occhio a un artificiere della polizia intervenuto nel tentativo di disinnescare l’ordigno, piazzato tra le maglie della serranda delle libreria. Ieri il pm Beatrice Giunti ha convalidato il sequestro del materiale reperito nel corso delle perquisizioni effettuate ad una decina di militanti anarchici. Tuttavia, oltre a computer, cellulari e vestiti non sono state trovate, per ora, né armi né tracce di esplosivo.

Proprio per questo, l’inchiesta, al momento, non ha indagati, anche perché si attende di conoscere i risultati degli esami che la polizia scientifica sta effettuando sul materiale contenuto nella bomba e rinvenuto nei pressi della libreria. Una volta individuato il tipo di esplosivo e, soprattutto, accertata la provenienza del timer usato per far scoppiare l’ordigno – vero salto di qualità per le azioni dimostrative dell'area anarchica e antagonista, se fosse confermata questa pista – si avranno ulteriori elementi, utili per risalire ai responsabili e alle loro reali intenzioni.

Tuttavia, l’idea che prevale in queste ore tra gli inquirenti è che l’ordigno sia stato confezionato in modo artigianale e con elementi di facile reperibilità. Nel caso in cui la scientifica rilevasse elementi diversi da quelli attesi, si potrebbero aprire altri scenari e si avrebbe la necessità di sondare altre piste di indagine oltre a quella anarchico-fiorentina, che resta la strada privilegiata dagli investigatori. Per ora, non si registrano rivendicazioni ufficiali, anche se, sul sito di area anarchica “Finimondo” nel giorno dell’accaduto, è stato pubblicato un post anonimo dove si salutava “con favore” l’esplosione del “pacco regalo” alla libreria.

Insomma, dopo due anni di ripetuti episodi intimidatori che, in alcuni casi, hanno messo a serio pericolo la vita dei volontari della libreria vicina al movimento di destra Casa Pound, ma anche di persone qualsiasi, qualcosa si muove per accertare i responsabili degli attacchi. In attesa di capire dove porteranno le indagini. 

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