Chi sa e chi non sa

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post-verità, scienza

“Qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica”: si conclude così un post di Roberto Burioni, un medico che sta conducendo la sua personale e meritoria lotta contro le false notizie sui vaccini, che li criminalizzano. Burioni, che è anche professore di microbiologia e virologia all’università San Raffaele di Milano, oltre ad aver pubblicato un libro sul tema, ha aperto una pagina Facebook in cui mette a disposizione del pubblico informazioni scientificamente documentate, rifiutando il confronto con chi non ha conoscenze pari alle sue, perché “la scienza non va a maggioranza”, e due più due farà sempre quattro, a prescindere dalla opinioni delle persone. Giusto?

Premetto che sul merito della questione vaccinazioni sono d'accordo con Burioni, ma non è di questo che voglio parlare, bensì della supremazia etica e conoscitiva che il professore rivendica per "chi ha studiato". Caro professore, per farmi prendere in considerazione da lei, confesserò che di mestiere insegno chimica-fisica all'università, e qualcosina, magari, anch'io la so. Una posizione come la sua presuppone che tutti gli scienziati diano sempre la medesima versione del dato scientifico. Il che, purtroppo, non è vero. 

Le porto qualche esempio: molti scienziati hanno supportato, ai referendum del 2005 contro la legge 40 sulla fecondazione assistita, la necessità della ricerca che distrugge gli embrioni, in particolare la cosiddetta “clonazione terapeutica”. Ma nessuno di loro aveva mai spiegato un fatto, che pure era oggettivo e a loro stessi noto: al mondo nessuno era mai riuscito a produrre cellule staminali embrionali umane clonate. E infatti adesso quella strada è stata abbandonata. Eppure all’epoca del referendum i firmatari parlavano di quel tipo di ricerca come indispensabile per il futuro dell’umanità, e soprattutto come se fosse già stata avviata: nessuno aveva mai spiegato che fino a quel momento neppure il primo passo verso l’obiettivo era stato fatto. E nessuno lo ha più ricordato, dopo. 

Così come le chimere uomo/animale: paginate sui giornali, ovviamente a favore, e con le firme di grandi scienziati che si sono scomodati addirittura all’università La Sapienza di Roma, presentando gli studiosi inglesi che, abbattendo il tabù della creazione di embrioni ibridi umano/animali, avrebbero trovato chissà quali fantastiche terapie a patologie incurabili.  Eppure un qualsiasi studente universitario di biologia sarebbe stato in grado di verificare che la ricerca non avrebbe portato a niente: era evidente dalla letteratura del settore. Ma in Gran Bretagna una legge è stata cambiata per fare embrioni ibridi umano/animali, autorevoli comitati e bioeticisti (anche italiani) hanno dato la loro “benedizione”, e quando gli studiosi inglesi di cui sopra hanno addirittura cambiato mestiere perché nessuno ha finanziato una ricerca evidentemente senza sbocchi, nessun “autorevole scienziato” ha fatto mea culpa per la bufala che aveva contribuito a diffondere. Anche in questo caso, nessuno si è preso la briga di spiegare quanto era successo.

E potremmo continuare per un bel pezzo: il pericolo per i nati con la tecnica degli embrioni costruiti con il Dna di tre persone, l’impossibilità di sperimentare il gene editing sugli embrioni senza trasferirli in utero, ma anche gli stati di coscienza delle persone in stato vegetativo, l’efficacia della diagnosi embrionale preimpianto, e via dicendo. Tutti casi in cui “chi ha studiato” – per utilizzare un’espressione del prof. Burioni – ha letteralmente imbrogliato, e ha diffuso bufale forse più di chi non ha studiato, con l’aggravante che le bugie sono state avallate proprio dalla pretesa autorevolezza della Scienza con la S maiuscola. Questo perché non sempre i dati scientifici hanno un’unica interpretazione, e non tanto, o non solo, per una loro intrinseca ambiguità, quanto per l’onestà intellettuale di chi li presenta. 

Ma anche perché gli scienziati non sono anime belle, che si ergono con purezza al di sopra delle parti. Come tutti i comuni mortali, hanno interessi da difendere, appartengono a cordate, gruppi di potere, cercano finanziamenti per le proprie ricerche – a proposito la prima bufala da combattere è quella della libertà della ricerca scientifica. I ricercatori vanno dove sono i finanziamenti, e non esistono ricerche senza soldi, al contrario: un ricercatore è giudicato da quanti soldi porta alla sua struttura di appartenenza, alla faccia della ricerca libera e indipendente. Ma soprattutto, come tutti i comuni mortali, i ricercatori hanno i propri personali convincimenti, che spesso sono filtri (quando non fette di prosciutto su occhi e orecchie) attraverso i quali non c’è dato scientifico che regga. E alla fine è soprattutto per queste ragioni che sorge una certa diffidenza nei confronti della scienza, per cui, per esempio, sempre meno persone si fidano dei vaccini nonostante l’evidenza del dato scientifico.  

La fiducia che manca è proprio nei confronti di un certo modo di farsi paladini della scienza, di pretendere di essere duri e puri, al di sopra delle parti, quando evidentemente delle suddette parti si è piuttosto al di sotto, molto spesso per motivi di personale interesse o di vantaggi economici, più o meno diretti. E se è estremamente irritante l’arroganza dell’ignorante che vuole pontificare su ciò che non conosce, lo è molto di più quella di chi, in nome della indiscussa superiorità di preparazione nell’argomento, vuole imporre i propri convincimenti e la propria visione del mondo barando nel presentare le argomentazioni. 

Anche “chi non ha studiato” è in grado di riconoscere questo atteggiamento, e poi ne trarrà le conseguenze, la prima delle quali è una profonda diffidenza nei confronti del mondo scientifico tutto. E' un po' quello che succede nel dibattito sul web e la post-verità: i cittadini ormai hanno capito quante bufale, letture di parte, censure, sono state propinate dai grandi media, giornaloni e tv. E oggi, grazie alla grande libertà offerta dalla rete, vogliono un'informazione senza mediazioni, o con mediazioni scelte dal lettore stesso. E' un comportamento che include il rischio di informazioni sbagliate, certamente. Ma a questo rischio si risponde solo con un di più di impegno e generosità da parte di "chi ha studiato", come scrive lei. Non certo con un arroccamento sprezzante nella propria piccola torre d'avorio.

 

CommentiCommenti 12

Antonio (non verificato) said:

Bravissima. Sottoscrivo al 100%.
F.to
un ricercatore

Matteo (non verificato) said:

Articolo davvero molto interessante,
Intervengo perchè a mio malgrado mi è capitato di essere coinvolto in una serie di botta e risposta su alcune pagine facebook proprio relativamente a questa questione.
Presupposto che in linea di massima Burioni ha ragione, purtroppo su Facebook il livello non è basso, è infimo. Nel 99% dei casi ci si trova a disquisire di Scienza con gente che basa le proprie argomentazioni sui video di “iutubb”.
Le uscite infelici del prof. Burioni nascevano non tanto da commenti da parte di “bifolchi poco studiati” ma in particolare da una serie di commenti argomentati e suffragati da articoli dell’OMS portati da uno studente in medicina che contestava il post dove Burioni dava per “impossibile” la relazione causa-effetto tra i casi di meningite in italia e il flusso di migranti, la prova è la differenza dei ceppi; meningite tipo A quella epidemica in Africa e tipo C quella dei casi italiani, lo studente contestava semplicemente affermando che anche il ceppo C è presente in Africa (assieme agli altri) e che anzi l’OMS per il 2016 paventava rischi in tal senso aggravati da carenza di vaccini contro tale ceppo, senza contare che la stessa ASL consiglia il vaccino contro tale ceppo per i viaggi in Africa oltre che il quadrivalente.
Le risposte dell’esimo professore furono ; “sei arrogante e ignorante” “ se fossi mio studente ti boccerei a ripetizione” “ ti blocco” ma la cosa più grave è che NON dava alcuna risposta argomentata per controbattere le tesi dello studente, una cosa spesso (volutamente) dimenticata è che deve essere oggetto di critica la tesi e non la persona che la porta….
Un paio di giorni fa Burioni ha implicitamente rettificato con un lunghissimo post. Si, il meningococco tipo C c’è in Africa ma è un “clone”, non è quello Italiano, il restante 90% dell’articolo è un trattato sulla sua auto glorificazione.
Quindi chi ha fatto disinformazione? Burioni che si è ben visto dal dire al suo pubblico che tuttavia anche il Meningococco tipo C è presente in Africa o lo studente ?
Burioni sapeva o non sapeve del “clone” al tempo della disputa? non poteva parlarne subito zittendo lo studente?
E ancora, cosa più grave di tutte; Sulla base di quali dati si sente di definire “impossibile” la diffusione di ceppi Africani in Europa a causa del flusso migratorio che per larga parte proviene dalla “meningits belt” ? Perché questo è quello che trapelava dal suo post e dai suoi commenti.

maboba (non verificato) said:

Vorrei ricordare anche il caso di quegli "scienziati" che occultarono dati e ricerche che non confermavano il riscaldamento globale causato dall'uomo, per poter continuare a ricevere fior di finanaziamenti.

Stefano Vaj (non verificato) said:

Come può essere una bufala una posizione favorevole alla libertà di ricerca? Per definizione, gli esiti delle ricerche che si vuole non siano proibite non li conosciamo ancora, "li scopriremo solo vivendo", un risultato negativo risultando interessante quanto uno positivio.. E clonazione piuttosto che chimere restano comunque campi di ricerca legittimi in sè, il fatto che diano luogo ad applicazioni mediche mi pare del tutto secondario. Ovvio poi che siano gli stanziamenti che decidono quali ricerche vengono effettuate oppure no. Ma, bene o male che ciò sia, in cosa questo rende opportuno vietarne alcune?

Giovanni Cappello (non verificato) said:

fecero giurare a decine di medici che il fumo non provocava il cancro. Poi la Corte di Giustizia condannò le lobby del tabacco perché il fumo uccide con il cancro. Dove sta Verità? Bella domanda.
Io, secondo Burioni, sarei un semi analfabeta della Scienza perché dopo alcuni anni di Medicina abbandonai gli studi schifato dal settore. Mi è rimasto in testa tutto quello che ho studiato, che ho aggiornato con gli anni, e che vado sempre confrontando con le nuove scoperte e acquisizioni.
Dubbi avevo al''epoca in cui studiavo, dubbi ho adesso. E, facendo il giornalista e sapendo come va (va?) il settore media, mi vengono i brividi a pensare che l'informazione, anche quella scientifica, viene veicolata da mezzi di comunicazione che la Verità, non di rado, la sacrificano in cambio di qualche lauta "mancia" elargita per dire quel che il tal dei tali vuole che si dica.
Professore Burioni, mi creda, da quando ho smesso di prendere medicine anche solo per uno starnuto NON SONO MORTO. Ho fatto il vaccino antinfluenzale per un paio di decenni; due anni fa decisi di non farlo più. Sono una persona sana, pensai, che mi può succedere? Risultato: mia moglie e i miei figli a letto con febbroni e dolori diffusi paralizzanti. Io: tre giorni con la febbre a 38 ed ho provveduto alla famiglia e alla casa senza problemi. Perché devo indebolire il mio organismo che è capace, da solo, e con una alimentazione corretta e variegata, di difendersi egregiamente? L'anno scorso la bambina, 8 anni e mai un mg di antibiotici (somministrati come farmaci; con l'alimentazione...), ebbe un massiccio attacco di stafilococchi e streptococchi. Un mese di tosse che sembrava non volere passare. Le faccio fare le analisi e l'antibiogramma: su 10, DIECI!!!, antibiotici testati, l'amico analista mi dice che SOLO 4 erano efficaci per debellare i due ceppi batterici. Dopo un breve consulto con mia moglie decidiamo di non somministrarglieli. La imbottisco di miele balsamico al propoli e in tre giorni guarisce e sta bene che è una bellezza.
Lei magari mi dirà che siamo stati incoscienti e fortunati, ma io le rispondo che mi sento con la co...Scienza a posto.

Sandro Cecconi (non verificato) said:

Non sono medico, ma tuttavia rivendico con sempre più forza e veemenza, quando sono costretto addirittura in modo politicamente il più scorretto immaginabile, il mio diritto di chiedere a chiunque delle varie istituzioni relative ai singoli argomenti che mi diano in men che non si dica tutte le notizie necessarie per la mia conoscenza e, quindi, per permettermi di prendere le decisioni del caso che debbono essere sempre riconducibili alla mia volontà derivante dalla mia libertà individuale.

Ciò detto, faccio presente che , a proposito della c.d. "scienza" che è comparso in questi giorni un articolo su quotidiani, i c.d. giornaloni, un articolo dal titolo illuminante:" Abbiamo un nuovo organo: è il mesentere
E' situato all'interno del nostro apparato digestivo. Lo aveva descritto già Leonardo Da Vinci oltre 500 anni fa, ma solo oggi uno studio su Lancet dimostra che non è un semplice tessuto"

Eppure ne aveva già parlato Leonardo Da Vinci già oltre cinquecento anni orsono che lo rappresentava come una struttura continua nei pressi dell'intestino tenue e del colon. Una rappresentazione mantenuta per secoli nei manuali di anatomia, ma abbandonata negli ultimi cento anni in favore di una visione del mesentere come struttura complessa e frammentata.
Ebbene solouna ricerca apparsa su Lancet nel 2016 ha stabilito che in realtà il mesentere è un organo a tutti gli effetti tanto è vero che dopo tale studio si è provveduto a cambiare tutti i manuali di anatomia.

Pertanto ritornando al "tizio" di che trattasi, non posso far altro che ritenere che in verità ha perso l'occasione della propria vita: quella di tacere.

Non ho mai sopportato le pagliacciate e i pagliacci che che che le hanno proposte, tanto meno intendo iniziare ora a dover subire l'arroganza di coloro che credono di sapere tutto ma che in realtà la loro conoscenza è estremamente limitata.

PUNTO!

Tanti auguri a voi tutti e alle persone intelligenti.

- il cui cardine principe dovrebbe essere il famoso dubbio che mi sembra manchi totalmente al "tizio" che si è permesso di replicare in modo empio e non adeguato ai quesiti posti da uno studente di medicina.

Roberto Filiber... (non verificato) said:

Condivido pienamente

Umberto Tolve (non verificato) said:

Il dibattito sull'ingresso nell'Era della Post-Verita' e' tanto surreale che imbarazzante. Basti pensare che appena un mese fa', a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, due autorevolissimi esponenti Politico-Istituzionali italiani, l'uno in uscita da Palazzo Chigi e l'altro in ingresso ma entrambi stabilmente residenti nello stesso Partito di maggioranza relativa hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti in merito. va' sottolineato che dei due il laureato in Scienze Politiche e' anche il piu' anziano dei due ma gli e' che quest'ultimo accetta la leadership politica del primo: Contenti loro e Poveri noi !
Ma, del resto, per non limitare la polemica ai nostri giorni: da quanto va' avanti l'uso improprio dell'espressione Seconda Repubblica Italiana non essendoci un riscontro storicamente attendibile sull'inizio della quale, ovvero fatto di una data espressa in termini di gg, mm, aaaa, come nel caso del passaggio in Francia dalla quarta alla quinta ?
Il Relativismo continua a seminare lutti, disastri e macerie ed anche chi e' chiamato a far memoria storica del Vero da' segni di ... Alzhaimer !
L'altro giorno, andando a Messa nella mia parrocchia ho assistito alla dimenticanza della memoria di due santi fondamentali della Storia Cristiana: San Basilio e San Gregorio di Nazianzo, entrambi Dottori della Chiesa. Il primo perche' iniziatore del Monachesimo tanto nell'Occidente che nell'Oriente Cristiano (la successiva Regola Benedettina non ha potuto prescinderne) e l'altro perche' ha da subito affrontato il problema dell'eresia ariana nella Chiesa. Di quest'ultimo, poi, il Papa Emerito Benedetto XVI' ne aveva ricordato, nell'enciclica Spe Salvi, il commento a proposito dell'Epifania di Nostro Signore Gesu' Cristo: gli Scienziati del tempo, i Re Magi appunto, venuti dall'Oriente, offrono doni e s'inchinano a Colui che iniziera' una svolta scientifica enorme, cioe' il passaggio dall'AstroLogia all'attuale AstroFisica.
Qualche anno piu' tardi, poi, un funzionario dell'Impero Romano persecutore delle prime Comunita'Cristiane, convertitosi sulla Via di Damasco, dira' di Cristo che e' Colui nel quale sono riposti tutti i tesori della Sapienza e della Scienza.
Sara' forse necessario agli Scienziati del nostro tempo, politici, religiosi e non di provare a ritornare bambini e ricordare ?
Lo suggeriva Cristo stesso ! ... Non gia' come elogio/apologia dell'Infantilismo, ma perche', come era ben noto ai tempi della Scrittura dei Libri Sapienzali di Re Salomone: senza Timor di Dio non v'e' alcuna Scienza (che, del resto e' solo 1/7 dei Doni dello Spirito Santo) !

Dott. Umberto Tolve
via Quarto, 46. 70125 - Bari
080 5424410 / 329 1359943

Elia (non verificato) said:

L'articolo è privo di logica. Borioni non dice che lui ha ragione assoluta. Dice che non si confronta con chi ignora la materia, con altri scienziati si. Quindi mi spiace, ma tutto il suo lunghissimo articolo è viziato in origine dal non aver capito la logica ineccepibile di Borioni.

Massimo (non verificato) said:

Premetto che sono un medico.
Aggiungo due considerazioni:
Un Papà è un contadino sono più di un Papà da solo.
In fisica quantistica due più due quasi mai fa quattro.