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Mediaset-Vivendi la scalata si ferma. Natixis lancia ipotesi spartizione

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 | 04 Gennaio 2017
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Finita per il momento la guerra sul mercato azionario, quella tra Mediaset e Vivendi potrebbe diventare ora una guerra di posizione, di logoramento. Dopo giorni di fuoco sul mercato, in seguito alla scalata dall’azienda francese al gioiello della famiglia Berlusconi, gli animi a Piazza Affari sembrano essersi placati, sintomo forse che è finito il posizionamento degli investitori. L’impressione è che l’Opa non sia dietro l’angolo. 

Quando l’affare sembrava cosa fatta ed era scoppiato l’amore tra Vincent Bollorè e Silvio Berlusconi, Vivendi fa un passo indietro accusando la famiglia Berlusconi di aver truccato i numeri di Mediaset per convincerli della bontà dell’affare. Così Bollorè mette sul tavolo un’altra proposta: propone al Biscione di acquistare soltanto il 20% di Mediaset Premium, anziché l’89% e la possibilità di arrivare nei prossimi tre anni a detenere il 20% di Mediaset. Da qui è iniziata una battaglia a suon di accuse, colpi bassi e carte bollate con Mediaset che ha chiesto i danni a Vivendi per aver fatto saltare un accordo già firmato. 

I riflettori sono tornati a puntare sulla faccenda Mediaset-Vivendi a inizio dicembre quando l’azienda francese ha fatto un balzo passando dal 3,01% di Mediaset al 20% rastrellando azioni in Borsa come se non ci fosse un domani. Berlusconi ha subito parlato di “scalata ostile” schierando famiglia, aziende e soci storici a difesa del gioiello di famiglia e il Governo è intervenuto ribadendo l’importanza e il ruolo strategico per l’Italia della società. 

Natixis prova, intanto, a suggerire una strutturata soluzione di compromesso tra Vivendi e Fininvest su Mediaset, controllata dalla finanziaria della famiglia Berlusconi con il 38,2% del capitale e oggetto, a metà dicembre, della scalata ostile dei francesi saliti in due settimane al 28,8% del capitale. 

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