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terrorismo egitto

Tocca anche all'Egitto, dopo Israele, Turchia, Germania. Un commando di terroristi armati ha teso questa mattina un agguato a una pattuglia della polizia egiziana nella penisola del Sinai, uccidendo almeno otto agenti. Secondo quanto riporta il quotidiano egiziano "al Masry al Youm", l'attacco è stato lanciato all'alba di oggi nella parte ovest della città di al Arish, al confine con la Striscia di Gaza. I terroristi hanno aperto il fuoco con mitra e lanciato razzi Rpg nel quartiere al Musaid, mentre gli agenti della sicurezza hanno risposto al fuoco ingaggiando una violenta sparatoria.

Nella penisola del Sinai è particolarmente attivo il gruppo terroristico Stato del Sinai, noto come Ansar Beit al Maqdis prima dell'affiliazione allo Stato islamico nel 2014. Per fronteggiare la minaccia terroristica, il presidente egiziano al Sisi ha approvato lo scorso 19 ottobre l'estensione dello stato di emergenza nel nord del Sinai. Lo stato di emergenza è arrivato dopo gli attacchi al posto di blocco di Karm al Qwadis, costato la vita a 33 esponenti delle forze di sicurezza, nell'ottobre del 2014. Da allora è stato esteso ininterrottamente di tre mesi in tre mesi fino ad oggi. Chiunque viola il coprifuoco può finire in carcere.

 Secondo un video ripreso 13 dicembre 2016 dal sito web informativo "Arabi21", lo "Stato del Sinai" ha "giustiziato" recentemente 16 civili accusati di collaborare con le forze di sicurezza del Cairo. Il gruppo terroristico mostra l'esecuzione di 16 giovani, 14 tramite decapitazione e due con colpi di kalashnikov alla testa. Alcune delle vittime, si legge sul sito, "hanno ammesso di aver aiutato l'esercito e di possedere eroina". Uno di loro "aveva rapporti con gli ebrei" per "corrompere i giovani musulmani", si legge ancora sul sito web. Nel video il gruppo terroristico invita la popolazione locale a non collaborare in alcun modo con l'esercito egiziano.

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