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Nessun rilancio, come previsto, per le banche finite in risoluzione nel novembre scorso. Banca Marche, Etruria e CariChieti vanno così verso Ubi Banca, che potrebbe convocare i consigli già giovedì prossimo per formalizzare l’operazione. E stavolta pare proprio che non ci siano altri margini. Nè i fondi americani nè Bper, che pure fra luglio e settembre avevano corteggiato la banca aretina e le consorelle di disgrazia, si è fatta avanti per approfittare della possibilità offerta, come ultimo scrupolo a garanzia della correttezza della gara dalla direzione Concorrenza della Unione Europea, quella della commissaria Margrethe Vestager.

Ma tutti coloro che in passato si erano fatti avanti, sia pure informalmente, hanno ritenuto di restare al coperto. BPER, si sa, si è ormai orientata in un’altra direzione, quella cioè dell’acquisto di Cariferrara, l’unica delle Good Bank che era rimasta fuori dalle mire di Ubi e che rischiava la liquidazione. Finirà invece con tutta probabilità fra le braccia della popolare modenese.

La notizia di qualche ora fa è che è appena rientrato in contrattazione il titolo UBI Banca dopo che gli scambi erano stati congelati a quota 2,864 euro, -3,37%. L'azione è attualmente in calo di circa 3,5 punti percentuali dopo aver toccato un minimo a 2,854 euro. In mattinata era stato toccato un massimo a 3,0140 euro.

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