Renzi e Co.

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balene spiaggiate

Perché centinaia di balene sono finite sui lidi neozelandesi e sono morte? Gianni Cuperlo avanza, durante la direzione del Pd, una risposta che è una perfetta metafora per il suo partito: "Il capo branco aveva perso l'orientamento. Sta a noi decidere se fare la parte delle balene o quella dei volontari che le salvano". Il corpaccione del Pd che si dibatte inutilmente, come le balene spiaggiate, rende bene l’idea di quello che è oggi il maggior partito di governo, guidato da un Matteo Renzi che praticamente ogni giorno cambia la linea politica del partito, quando c’è n’è una.

Non a caso oggi, con il suo intervento in Direzione, Renzi ha tirato fuori dal cilindro la sua ultima trovata: seppellita, suo malgrado, la bruciante voglia di elezioni subito, che congresso sia, con immediate dimissioni da segretario di partito. Insomma, via libera al congresso "con le stesse regole del passato, così evitiamo polemiche", per fare prima, il prima possibile, prima, certamente, delle amministrative, ma anche prima della "manovrina" da 3,4 miliardi chiesta da Bruxelles. Come i retroscenisti scrivevano da giorni, la nuova parola d'ordine è congresso subito. Per votare in autunno.

Sicuramente, chi non l'ha presa bene è stata la minoranza interna del Pd, in parte spiazzata dall’ennesima giravolta di Renzi, che ha sì lanciato il congresso ma non ha rimesso formalmente il mandato.

Fra questi i bersaniani. Ed è stato proprio Bersani, infatti, che dal palco ha risposto a Renzi, ponendo numerosi interrogativi. "Non parlo da bersaniano, ma da Bersani. Voglio provare a capire -  ha detto Bersani - se a questo tornante troviamo qualcosa che ci tenga assieme. Qualcosa che ci faccia dire 'la pensiamo tutti così". "La prima cosa che dobbiamo dire è quando si vota. Comandiamo noi, possiamo lasciare un punto interrogativo sulle sorti del nostro governo? Non possiamo parlare come la sibilla, lasciare la spada di Damocle sul governo per cui ci si aspetta che si dimetta in streaming...". Bersani propone di guidare la legislatura alla sua fine naturale, lasciando vivere il governo del Pd, senza un'altra operazione suicida, dichiaratamente di potere, come quella subìta da Enrico Letta dopo il famoso stai sereno

Intanto Emiliano si candida esplicitamente, mentre Speranza rimanda e Orlando allude soltanto. Le grandi manovre sono solo cominciate, nel Pd, ma per la prima volta si è visto un Renzi sottoposto a un confronto vero, un Renzi che non parla più come capo assoluto, "o con me o contro di me", che esorcizza la scissione, offre qualche ramoscello di ulivo, e dimostra di essere come sempre bravissimo negli escamotage tattici, nel battere in velocità le manovre altrui, ma anche di non avere più il controllo della rotta.

Le balene piddine lo sanno benissimo, e non è affatto detto che seguiranno obbedienti e fiduciose il loro capobranco.

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