Se Raggi e 5 Stelle finiscono come un Renzi qualsiasi

di
 | 17 Febbraio 2017
m5s roma

Dal blog di Beppe Grillo alla pagina di M5S Lazio per l'agricoltura, al programma pentastellato presentato in campagna elettorale a Roma, sembrava che il popolo grillino fosse tra gli alfieri del chilometro zero, l'agricoltura che riduce l'impatto ambientale, valorizza la gastronomia e il patrimonio enogastronomico dei territori italiani. Sembrava. Tempo passato. 

E' notizia dei giorni scorsi, infatti, che la Giunta Capitolina guidata dal sindaco Virginia Raggi ha deciso di interrompere le attività del mercato di Campagna Amica, il mercato, a chilometro zero, appunto, del Circo Massimo. Uno spazio recuperato all'abbandono capitolino, e trasformato in un esempio di agricoltura sostenibile, sembra destinato a sparire, incredibile ma vero, dal panorama di mercati e mercatini romani, proprio grazie agli aedi della decrescita felice e della natura da difendere a tutti i costi. 

La cosa, naturalmente, non è passata inosservata. In rete, sulla piattaforma Change, c'è già un appello ai romani contro la chiusura del mercato, che ha raccolto migliaia di firme, ma a farsi sentire sono anche i ristoratori della Capitale che si chiedono con che coraggio si possa chiudere un mercato che rifornisce tanti locali della capitale di prodotti genuini e legati alla tradizione enogastronomica capitolina.

Ora, il nostro giornale non ha mai partecipato alla canea della grande stampa e dei media che per questa o quella ragione, questo o quell'interesse più o meno recondito, hanno stretto sotto assedio il Campidoglio negli ultimi mesi, dopo la elezione della Raggi. Ma quando lo scollamento tra le parole d'ordine grilline e la realtà delle decisioni politiche prese in Campidoglio diventa così stridente, qualche domanda bisogna pure farsela.

E la domanda è, la retorica sull'ambiente serviva solo per blandire qualche pezzo dell'elettorato orfano dei Verdi e degli ecologisti? La Raggi come un Renzi qualsiasi che promette e non mantiene? Cosi sembra. Anche se in fondo anche questa storia fa emergere quello che sembra il limite maggiore delle esperienze di governo dei pentastellati, e di quella romana in particolare: M5S ha come paura di agire, qualsiasi iniziativa da prendere o coltivare tende a non essere portata avanti e così, lentamente, Roma si spegne.

Aggiungi un commento