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Legge elettorale, Quagliariello (Idea): liste o coalizioni? Dipenderà da vicende Pd

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 | 17 Febbraio 2017
gaetano_quagliariello

"Dopo una legge elettorale dichiarata incostituzionale e una bocciata prima ancora di essere applicata, sarebbe arrivato il momento di fare le cose serie. E, al di là di come la si pensa, non si può dire che una traccia con le sentenze della Consulta non vi sia". Lo ha detto il senatore Gaetano Quagliariello (Idea), presidente di Magna Carta, nel corso del dibattito promosso dalla fondazione in tema di riforme e legge elettorale. "Dobbiamo uniformare le leggi di Camera e Senato come ci ha chiesto il presidente della Repubblica - ha proseguito Quagliariello -, perché sostenere che gli attuali sistemi siano compatibili e anzi vadano nella medesima direzione è un insulto al senso comune.

La scelta davvero dirimente è quella tra liste o coalizioni. In proposito ognuno ha la sua opinione, ma io credo che sostanzialmente questo nodo sarà sciolto dalle vicende politiche. Ciò che sta accadendo nel Pd è dirimente. Se si verificherà una scissione sarà impossibile una legge basata sulle coalizioni, perché entrambe le parti che ne deriveranno - ha concluso - avrebbero interesse a non presentarsi insieme".

"Sul terreno istituzionale possiamo scegliere qualsiasi strada, ma non è accettabile bloccare sul nascere qualunque riforma anche minima e poi dire che è tutta colpa della vittoria del No al referendum". Ha aggiunto, poi, il senatore Gaetano Quagliariello (Idea), presidente di Magna Carta, nel corso del dibattito. "Un assaggio di questo atteggiamento - ha proseguito Quagliariello - l'ho scorto nell'intervento di Renzi alla direzione del Pd, quando ha detto 'volevano fare in sei mesi una nuova riforma, e dopo oltre due mesi non solo non si è incardinata ma non è stato eletto il presidente della Commissione Affari Costituzionali'.

"Ecco, questo è un tipico caso di corto circuito perché noi da tempo abbiamo formalmente chiesto in Commissione di calendarizzare come primo punto, subito dopo l'elezione del presidente in sostituzione di Anna Finocchiaro, la legge costituzionale in questione, e cioè la riduzione del numero dei parlamentari. Il problema è che la maggioranza a causa delle sue difficoltà interne non mette all'ordine del giorno l'elezione del presidente, e dunque tutto è bloccato. Noi rispettiamo i loro problemi, ma certamente - ha concluso - non è che poi il ritardo può essere addebitato a noi!".

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