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afd e spd

Per la prima volta, da tempo ormai, media e sondaggi danno l'Spd in vantaggio sull'Unione di centrodestra nei sondaggi effettuati in Meclemburgo-Pomerania Occidentale. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, che si è recata in visita proprio in quel land, è entrata personalmente nella polemica sollevata dal nuovo segretario dei Socialdemocratici, Martin Schulz, difendendo l'"Agenda 2010" dell'ex cancelliere Gerhard Schroeder, che ha definito una "storia di successo unica", specie sul fronte dell'occupazione.

"Sono pronta a spendermi in campagna elettorale", aveva detto Merkel due settimane fa, dopo l'accordo raggiunto con la Csu a Monaco di Baviera. Merkel ha discusso anche della digitalizzazione nei settori dell'istruzione, dell'agricoltura, del trasporto pubblico e della tele medicina. Il cancelliere ha parlato inoltre di lotta all'evasione e dell'esigenza di aumentare il reddito medio. 

Sono parole strane quella della Merkel, considerato il fatto che è alla guida del Paese da tanti anni ormai. E se le elezioni si avvicinano, ma non sono proprio esattamente dietro l'angolo, la macchina elettorale cui danno benzina media e sondaggi pare essere partita a pieno regime. 

Infatti si dà già l'Afd, il partito, che sembra avere tutte le carte in regola per lasciare la cancelliera con l'acqua alla gola, viene dato ad un passo dal collasso. Dicono sia attraversato da una crisi talmente profonda da risultare difficilmente superabile. A scriverne oggi è il 'Guardian' citando i sondaggi - tre - che nell'ultima settimana hanno visto scendere i consensi nei confronti del movimento euroscettico ed antimmigrati sotto il 10% dopo aver raggiunto il 15% a settembre.

Ancora sencondo la stampa iinternazionale gli esponenti di Afd stanno raccogliendo le firme a sostegno di un nuovo voto sulla leadership del movimento nato tre anni fa, attualmente condivisa da Frauke Petry e Joerg Meuthen. Quello che accadrà, ve lo racconteremo. Intanto ci domandiamo se le tensioni interne, all'Afd non siano, in qualche modo, enfatizzate da una stampa a cui un certo tipo di politica non va troppo a genio.

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