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“Non c’è nessun piano B”. Così Francois Fillon ha confermato la propria candidatura nella corsa per l’Eliseo dopo  aver incassato  la fiducia del comitato politico dei Republicains, riunitosi per fare il punto della situazione dopo la crisi provocata dalla vicenda “Penelopegate” relativa ai presunti impieghi fittizi alla moglie e ai figli del candidato vincitore delle primarie repubblicane.

“Il partito lo sostiene all’unanimità” ha dichiarato il presidente del Senato Gerard Larcher, esponente di spicco del partito. “Fillon ha detto che prenderà delle iniziative per mettere insieme i nostri valori. I Republicains sono pertanto uniti e determinati” ha continuato il presidente del Senato  escludendo dunque categoricamente un “cambio alla guida” con il ritorno in corsa di Alain Juppè, battuto dallo stesso Fillon alle primarie.

E a tirarsi fuori dalla vicenda, confermando la corsa di Fillon, ci ha pensato proprio lo stesso Juppè che ha ribadito “una volta per tutte” che non si candiderà alle elezioni presidenziali. “ Per me è troppo tardi – ha detto Juppè – la mia candidatura non incarnerebbe il bisogno di rinnovamento auspicato dai francesi”.

Ma se il partito fa quadrato attorno a Fillon, i sondaggi, almeno per ora, non migliorano. Secondo l’istituto Kantar Sofres OnePoint, il candidato della destra raccoglierebbe solo il 17% dei consensi al primo turno, risultato che non gli consentirebbe di accedere al turno di ballottaggio, dove la lotta sembra essere sempre più tra Emmanuel Macron e Marie Le Pen

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