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L’Europa attacca l'Italia sull’immigrazione. Il primo affondo arriva dal Consiglio d’Europa: «Le debolezze del sistema italiano di rimpatri volontari e delle espulsioni forzate rischia di incoraggiare l’afflusso di un sempre maggior numero di migranti economici irregolari», mette in guardia il rappresentante speciale del segretario generale del Consiglio d’Europa per le migrazioni e i rifugiati, l’ambasciatore Tomas Bocek, nel suo rapporto basato sulla visita condotta nel Paese lo scorso ottobre.

"Oltre a quello dello stato delle economie europee e a quello delle politiche di sicurezza e difesa, il terzo e ultimo tema che sarà discusso sarà il tema delle politiche migratorie, o meglio delle politiche comuni sull'immigrazione. Tali politiche, voglio dirlo ancora una volta di fronte al Senato, in particolare per quello che riguarda l'accoglienza ai rifugiati, non sono una pretesa italiana ma una decisione presa dell'Unione europea. Le politiche di accoglienza dei rifugiati che hanno diritto all'asilo non sono una nostra pretesa, sono una decisione che è stata presa dall'Unione europea e io non mi rassegno all'idea di una Unione che abbia due diverse rigidità: una rigidità assolutamente inamovibile quando si parla di virgole di bilanci e una rigidità molto distratta e molto tollerante quando si parla di decisioni che affrontano questioni di principio", così Gentiloni ha provato a difendersi.

Indicando, poi, "tra le questioni di principio la condivisione dell'impegno sui temi migratori che non può essere lasciato soltanto ai Paesi che la geografia ha messo in prima linea e che l'Unione europea dovrebbe sostenere e appoggiare. A Malta, nel vertice informale di un mese fa, sono stati fatti alcuni piccoli passi in avanti che si traducono, diciamo la verità senza spocchia, nel fatto che viene sostenuta una politica portata avanti dal nostro Paese sia nei confronti della Libia, sia nei confronti del Niger e di altri Paesi africani".

"Il rapporto del Consiglio d'Europa sulla gestione da parte del Governo italiano, del Governo Renzi prima e ora del Governo fotocopia di Gentiloni, rappresenta una sonora bocciatura della politica dell'accoglienza indiscriminata di tutti gli immigrati 'senza se e senza ma', attuata dagli Esecutivi del Pd, che ha portato l'Italia ad essere invasa da oltre mezzo milione di clandestini, come ha ammesso ieri in audizione anche il capo della Polizia, Gabrielli.

Il Consiglio d'Europa è tranciante nel dire che 'il sistema di rimpatri volontari e delle espulsioni forzate è debole e rischia di incoraggiare l'afflusso di un sempre maggior numero di migranti economici irregolari'. E' quello che la Lega, inascoltata, ripete da anni ovvero che se li facciamo entrare tutti e non ne mandiamo via nessuno, se non in casi rari e con numeri limitatissimi, lanciamo un tacito invito a partire, sapendo di trovare in Italia le porte sempre aperte ed un bengodi di due anni minimi di accoglienza e mantenimento, con telefonino, connessione internet ecc a spese di quei fessi dei contribuenti che pagano 1050 euro al mese per ognuno di questi immigrati". Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda-Lega Nord, ha provato a dare un'analisi un po' diversa e sicuramente più lucida di come i giornaloni stanno riportando la notizia.

 

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