Giorno di Festa

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Quelle guardie rosse di Bruxelles (e Berlino). “L’Europa non deve lasciare soli gli scozzesi” scrive sulla Repubblica del 14 marzo Andrea Bonanni, senza dubbio una tra le guardie rosse di Bruxelles (e Berlino), quelle che abbondano nei media italiani, più scatenate: se Edimburgo vuol lasciare la Gran Bretagna è benedetta, se i catalani vogliono fare altrettanto con l’europeista Mariano Rajoy sono diavoli. Così tedeschi e francesi (e italiani: do you remember Federica Mogherini?) si scelgono i loro rappresenti nelle istituzioni dell’Unione, mentre se i polacchi vogliono fare altrettanto sono diavoli. Ma tutto procede per il meglio, come spiega un’altra guardia rossa, Federico Fubini, sul Corriere della Sera sempre del 14 marzo, perché Mario Draghi con il suo quantitative easing vincerà le elezioni in Olanda, Francia e Germania. Il potere nasce, infatti, dalla tipografia di una zecca.

E se il ciel non aiuta cuor contento? “In un Paese in crisi profonda, lo spettacolo di un’élite felice e contenta, in sintonia con il suo campione del momento, potrebbe annunciare clamorose sorprese”, Jérôme Saint-Marie spiega sulla Repubblica del 6 marzo che la partita delle presidenziali francesi è ben lungi dall’essere chiusa. In particolare invita a non scambiare un certo successo di opinione di Emmanuelle Macron per una salda conquista dell’elettorato 

Odio. “Un leader politico che dovrebbe favorire il dibattito costruttivo, e che invece non fa altro che istigare all’odio” scrive Roberto Saviano, riferendosi a Matteo Salvini, sulla Repubblica del 25 febbraio. Dalla sua Curzio Maltese su Venerdì del 3 marzo spiega, riferendosi al ruolo dei giganti di Internet, che “Bisogna studiare la realtà”. Saviano vuole meno odio, Maltese vuole più realtà? Perché non ci hanno pensato un po’ prima? Però nel campo odio/ realtà chi batte tutti è Luigi de Magistris che commenta così sulla Repubblica del 13 marzo il corteo dei centri sociali da lui sostenuto e che ha sconvolto Napoli: “Si è tenuto un bellissimo corteo pacifico”.

Il tricolore di Longanesi. “Ieri al Linogotto Luca Lotti non c’era, era presente invece il padre Marco” così scrive sul Corriere della Sera del 12 marzo Maria Teresa Meli, mentre Antonio Di Costanzo sulla Repubblica sempre del 12 marzo, ci informa che Luigi de Magistris non ha partecipato alla manifestazione dei centri sociali anti Salvini ma ha mandato la moglie Maria Teresa Dolce. Se si tiene conto anche di tanti altri babbi sparsi qui e lì, soprattutto nelle terre del Ducato della Toscana, non si può non notare come fosse puntuale l’osservazione di Leo Longanesi sull’opportunità di mettere il motto “Tengo famiglia” al centro del Tricolore.

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