Giorno di Festa

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Madeleine casiniane. “Se si vuole evitare che l’Italia finisca in mano ai populisti, la sintesi tra moderati e progressisti è nelle cose” così dice Pierferdinando Casini alla Repubblica del 14 marzo. Casini parla di moderati, e subito avvertiamo un saporino di madeleine sul palato.

Le dighe e le dita del bambino. “La diga olandese ha tenuto” scrive Bernardo Valli sulla Repubblica del 16 marzo.  Il sollievo degli europeisti del tipo testimoniato dalla frase riportata del glorioso esperto di politica estera di Largo Fochetti, è comprensibile. La forte affermazione che non c’è stata di Geert Wilders avrebbe potuto aiutare Marine Le Pen in quella che è la prossima partita decisiva in Francia. Dopo il sollievo, però, bisognerà impegnarsi a ragionare. In Olanda (come peraltro in Austria dove i cosiddetti populisti subirono un’altra sconfitta alle recenti presidenziali) il contrasto alla destra antieuropeista produce innanzi tutto disgregazione, e poi gesti al limite della disperazione come la contrapposizione alla Turchia erdoganiana. Il crollo dei partiti socialisti e popolari fa intravedere la scomparsa di partiti architrave del sistema parallela al rilancio della frantumazione degli Stati nazionali (dalla Gran Bretagna alla Spagna). E intanto la pur geniale strategia di stampare moneta di Mario Draghi lascia intravedere una sua fine. Senza soggetti capaci di strategie unificanti, ci troveremo di fronte scenari ingovernabili. Per restare all’Olanda, non vanno dimenticate le leggende sul bambino che chiude i buchi della diga ritardando la catastrofe, ma quando i buchi superano i dieci non sa più che cosa fare.

Bivacchi togati. “I ritardi della politica fanno sorgere il dovere per i giudici di tutelare i diritti fondamentali anche in assenza di legge” dice Gaetano Silvestri, oggi presidente della Scuola superiore della magistratura, già ai vertici della Consulta e docente di diritto costituzionale. Secondo l’illustre giurista insomma un giudice non deve solo applicare la legge ma inventarsela di fronte a situazioni che appaiano in contrasto non solo con la Costituzione ma anche con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E i magistrati che si fanno le leggi pensano anche di trasformare quell’aula sordida e grigia che diventa di fatto il Parlamento, in un bivacco per i loro manipoli?

Daje al polacco! “Voi avete i vostri principi, noi i fondi” così, secondo al Repubblica dell’11 marzo, François Hollande avrebbe detto ai polacchi perché era stato scelto per un’importante carica europea un politico che non godeva più dell’appoggio del governo e del Parlamento di Varsavia e perché si pensava di costruire un’Unione a due velocità emarginando quella dell’Est. La boria di un politico terminale come il presidente francese impressiona anche per la stupidità di chi minaccia un popolo che ha resistito a un’Unione ben più minacciosa di quella europea.

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