Giorno di Festa

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Mi fido sì, mi fido no, mi fido forse. “Il punto fondamentale è la mancanza di fiducia che c’è tra i principali Paesi, e in particolare, la mancanza di fiducia che c’è tra noi e i tedeschi” così la Repubblica del 17 marzo riporta una frase di Ignazio Visco. Che i tedeschi non si fidino di un governo che ha speso in bonus la liquidità regalatagli da Mario Draghi è comprensibile, che tanti italiani, però, compreso Visco, si fidino tanto della leadership della Grande bottegaia di Berlino è invece meno comprensibile.

Le onde, i venti, le primavere, le fortune che vengono dall’estero. “E’ possibile che l’onda lunga raggiunga l’Italia” scrive Stefano Folli sulla Repubblica del 17 marzo riferendosi a una tendenza ampia che potrebbe derivare dal voto olandese. Dai Walter Veltroni che vedevano una nuova primavera dopo la vittoria di José Luis Rodriguez Zapatero ai Pierluigi Bersani che spiegavano come era cambiato il vento dopo l’elezione di François Hollande, ai Matteo Renzi che associavano le loro fortune alla sicura vittoria di Hillary Clinton, una certa fretta nel trarre lezioni da singoli voti in Stati stranieri è stata talvolta una cattiva consigliera.

Russofobia scatenata. “L’apertura di questi canali non è una novità ma ‘si iscrive in una tradizione’, ci spiega Cécile Vaissié, direttrice del dipartimento di studi russi all’università di Rennes e autrice del libro Les Réseaux du Kremlin en France (Le Reti del Cremlino in Francia, Les Petits Matins, 2016): ‘Mosca ha aperto dei canali di informazione in lingua straniera come altri Paesi europei, ma con una fondamentale differenza: France 24 o Bbc fanno giornalismo, Sputnik e RT sono organi di propaganda. La loro funzione è imporre un certo modo di interpretare la realtà, affermare una determinata scala di valori’”. Così Francesco Maselli su Pagina 99 di marzo spiega le terribili trame del Cremlino per influenzare l’opinione pubblica europea, il tutto viene illustrato condendolo con un tocco di umorismo: secondo Maselli (e la Vaissié), per esempio, France 24 e la Bbc vivrebbero in un iperuranio e non sosterebbero “un certo modo di interpretare la realtà o di affermare una determinata scala di valori”.

Gli investimenti sbagliati di Viale dell’Astronomia. “Confindustria è diventata una piccola lobby che poco incide sul dibattito politico” scrive Roberto Mania sulla Repubblica del 12 marzo. E non si sa se è stata più danneggiata dagli oculati investimenti sul Sole 24 Ore o da quelli su Matteo Renzi.

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