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"La prima priorità" per gli Stati Uniti in Siria "è la sconfitta del gruppo dello Stato islamico", un obiettivo che precede anche la stabilizzazione del Paese: è quanto ha detto il segretario di Stato americano Rex Tillerson, alla vigilia del suo arrivo in Italia per il G7 di Lucca e della sua attesissima visita a Mosca.

Battere l'Isis e sradicare il califfato consentirebbe di eliminare una minaccia non solo per gli Stati Uniti, ma "per la stabilità di tutta la regione", ha detto il capo della diplomazia degli Stati Uniti in un'intervista alla Cbs. "E' importante che le nostre priorità restino chiare. E crediamo che la prima priorità sia la sconfitta dell'Isis", ha detto Tillerson. "Una volta che la minaccia dell'Isis sarà ridotta o eliminata, penso che si possa rivolgere la nostra attenzione direttamente alla stabilizzazione della situazione in Siria", ha insistito Tillerson, dichiarandosi "fiducioso nel fatto di poter evitare il proseguimento della guerra civile" nel paese "e di poter portare le varie parti al tavolo" dei negoziati "per iniziare il processo di discussione politica".

A questo proposito, Tillerson ha sottolineato che tali colloqui necessitano la partecipazione del presidente siriano Bashar al Assad e dei suoi alleati. Come reagiranno presto gli alleati, e i "ribelli", è tutto da vedere. Ma la situazione è delicata e sparare giudizi a caso o dedicarsi a reazioni isteriche, è quel che va evitato categoricamente. Gli Stati uniti "sperano che la Russia scelga di gocare un ruolo costruttivo" in Siria, "sostenendo il cessate il fuoco, attraverso i suoi negoziati ad Astana, ma anche a Ginevra", nel quadro dei colloqui mediati dalle Nazioni unite. "Se riusciremo ad attuare il cessate il fuoco nelle zone di stabilizzazione in Siria, speriamo di avere le condizioni necessarie per avviare un dialogo politico utile".

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