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Il Pd e la legge elettorale, neanche il tempo di una proposta che già litigano

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 | 20 Aprile 2017
Pd: Speranza-Emiliano-Rossi

Il Partito Democratico ha indicato oggi in Commissione Affari Costituzionali i "punti imprescindibili" di un testo sulla legge elettorale per iniziare la discussione sulla riforma. I punti "centrali" per il partito di maggioranza sono i collegi uninominali, il premio di maggioranza alla lista e l’armonizzazione verso l'alto delle soglie di sbarramento in ingresso tra Camera e Senato.

E' quanto ha spiegato in commissione Affari Costituzionali della Camera il capogruppo dem, Emanuele Fiano, nel prosieguo del giro di consultazioni che il presidente Andrea Mazziotti sta svolgendo prima di delineare una proposta base su cui avviare l'esame nel merito. "Questi sono i punti centrali, sui quali costruire un testo base", ha detto Fiano. La proposta dunque mette da parte la questione delle preferenze, su cui il Pd non cambia idea.

Per il presidente della commissione Affari e relatore del provvedimento, Andrea Mazziotti di Celso "ci sono le condizioni per un testo base" sulla legge elettorale, dopo l'intenzione manifestata chiaramente dal Pd di non insistere sul Mattarellum

Malumori invece si registrano in casa dem: "Apprendiamo da agenzie di stampa che il Pd avrebbe indicato in Commissione Affari costituzionali, per mezzo del capogruppo Fiano, i 'punti imprescindibili' di un testo di legge elettorale alternativo al Mattarellum. Tale posizione non è stata oggetto né di una indicazione di partito, né di una decisione di gruppo", ha detto il deputato Dario Ginefra sostenitore di Michele Emiliano nella corsa alla segreteria nazionale del Pd. "Ci interroghiamo sulle modalità con le quali si giunge, su temi così importanti, ad esprimere la posizione di un gruppo parlamentare. Non vorremmo che il partito a vocazione maggioritaria, possa trasformarsi del tutto in partito a tentazione autoritaria", ha concluso il parlamentare.

Occhi puntati ora sulla prossima riunione della commissione giovedì prossimo, 27 aprile, e, soprattutto, sulle primarie dei democratici di domenica 30. 

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