I numeri di Istat

Titanic Gentiloni, con la crisi affondano operai e classe media

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 | 18 Maggio 2017
crisi

Cattive notizie per l’Italia. I dati del Rapporto Annuale dell’Istat relativo al 2016 tratteggiano un quadro sociale tutt’altro che rassicurante per il nostro Paese. Tra le tendenze contenute nel rapporto, emerge anzitutto con chiarezza che la crisi è tutt’altro che superata. Anzi, continua a mordere soprattutto chi vive già una condizione di disagio.

Secondo l'istituto di statistica, infatti, sono tre milioni e 590mila le famiglie senza redditi da lavoro, i cosiddetti nuclei "jobless" dove si va avanti grazie a rendite diverse, affitti o aiuti sociali. In pratica, il 13,9% delle famiglie italiane, percentuale salita rispetto al 2008 quando queste famiglie rappresentavano il 13,2% del totale.

Il dato si aggiunge ad un'altra tendenza rilevata dal Rapporto secondo cui quasi sette giovani under 35 su 10 vivono ancora con la famiglia di origine, precisamente il 68,1% dei coetanei (circa 8,6 milioni di individui). Per di più, quelli tra i 25 e i 34 anni vive in famiglie di operai in pensione o di persone anziane sole, fenomeno che negli ultimi otto anni non ha conosciuto cali.

Se a tutto questo si aggiunge che le statistiche sulla disoccupazione sono tutt’altro che confortanti, in quanto siamo il quarto Paese con il più alto tasso di disoccupati dell’Eurozona, allora diventa sempre più evidente che la “crescita economica più solida” di cui parla spesso il ministro Padoan e i “risultati eccellenti” del Jobs Act che, secondo Renzi, “ha fatto ripartire l’occupazione”, si rivelano sempre più per quello che sono, ovvero slogan in pieno stile renziano.

E le dichiarazioni del presidente Istat Giorgio Alleva, in effetti, non lasciano scampo a dubbi: "La ripresa, a causa dell'intensità insufficiente della crescita economica, stenta ad avere gli stessi effetti positivi diffusi all'intera popolazione". Tradotto: manca una politica economica in grado di incentivare la crescita e innescare quei circoli virtuosi per far ripartire l’economia.

Alla luce di quanto detto, non stupisce dunque, come si legge nel Rapporto, che la classe operaia e la classe media, così come accaduto in Europa e in Usa, siano di fatto quasi implose, in virtù “della precarizzazione e frammentazione dei percorsi lavorativi” che ha portato al loro progressivo impoverimento.

Per cui, se stiamo all'Italia, e se questi sono i risultati delle politiche economiche dei governi Renzi e Gentiloni, non dovremmo meravigliarci se poi vincono o proliferano i cosiddetti “populismi”. 

Commenti

Il PD e la sinistra tutta ormai hanno subìto una sorta di mutazione genetica, per cui nel loro programma hanno sostituito operai e lavoratori "privati" con pensionati, dipendenti pubblici, migranti, omo- e trans- sessuali. Più che il lavoro a loro interessa promuovere le unioni civili, l'utero in affitto, la società multiculturale l'omofobìa, l'islamofobìa. e chi ne ha più ne metta. Sono ormai alleati con quell'elite global mondialista alla Obama che della povertà di interi strati di popolazione se ne frega bellamente, anzi con l'immigrazione incontrollata e l'apertura delle frontiere senza controlli vuole creare una massa di individui intercambiabili e manodopera a basso prezzo.
Basta veder cosa sta succedendo con i cosiddetti "migranti". Quando non preda di cosche mafiose, vanno a costituire un serbatoio di manodopera a basso prezzo soprattutto in agricoltura, anche nella "Toscana felix" dove a tre euro all'ora "imprenditori" li utilizzano al posto di ragazzi italiani che ovviamente non accettano paghe da fame. nel silenzio di sindacati, ispettorati del lavoro (o come si chiamano) etc.
In realtà i veri razzisti sono loro, ché non gliene frega nulla dei migranti che vedono solo come fonte di indegno arricchimento per gli amici e un eventuale serbatoio elettorale, e non quelli che vogliono regolare l'immigrazione.

Riporto qui la recensione del libro di Silvano Borruso "La saga do Mammona - Da Babilonia al collasso dei giorni nostri":
Chi legge questo libro potrà contemplare uno spettacolo sorprendente: Le acrobazie monetarie di Matmon (demone sirio caldeo figlio di Satana che rappresenta il denaro), nel corso di quaranta secoli. Con acrobazie appunto il demone riesce a turlupinare ancor oggi il grande pubblico, ma non solo.
Sulla falsariga dell'ordine naturale economico di Silvio Gesell, il libro rivela i mezzi per distruggere i piedi d'argilla del gigante la cui tirannia riposa sull'ignoranza generale del suo modus operandi.
I contenuti non sono risaputi. Episodi e questioni convenzionalmente separati sono stati messi insieme pewr informare divertendo.
Chissà che alla luce di queste "rivelazioni" non possiamo dare un contrubuto in difesa della popolazione del nostro Paese.

Al capitolo 32 della Genesi si legge lo strano caso di Giacobbe che, in viaggio in carovana con le due mogli e undici figli e con le sue mandrie di bovini, di cammelli, greggi di pecore e capre, di asini ecc. di notte manda avanti la carovana e resta sulla riva del fiume Jaboc.
Rimasto solo Giacobbe incontra un uomo e inizia qui una lotta con lo sconosciuto, il quale ferisce Giacobbe al nervo della coscia.
A questo punto lo sconosciuto gli chiede "come ti chiami?".
Avuta la risposta l'uomo gli dice: "d'ora in avanti ti chiamerai Israele, che significa "Colui che lotta contro Dio".
La lettura mi lascia perplesso. Di chi stiamo parlando?
È forse una nazione che lotta contro Dio? Sono gli stessi principi a cui Cristo lanciò pesanti epiteti, li chiamò"figli del demonio, amici della menzogna, seguitori del loro padre che fu menzognero e assassino sin dall'inizio?
Sarebbero per caso gli stessi che oggi danno ordini ai governanti ed alle classi amministrative italiane, quelli che stanno pianificando la distruzione dell'Europa e la rovina economica del nostro Paese e che stanno spingendo il mondo verso una catastrofe nucleare?

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