L’incontro con Quagliariello, Meloni e Roccella

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sfida all'occidente

“È ora di svegliarsi e far capire a tutti che l’Occidente è in crisi”. Il monito, reso drammaticamente attuale dall'attentato a Manchester, arriva dalla presentazione del libro del senatore Gaetano Quagliariello "Sfida all'Occidente, il terrorismo islamico e le sue conseguenze", edito da Rubettino in collaborazione con la Fondazione Magna Carta. L’incontro è avvenuto ieri presso la sala stampa dell’Associazione Stampa estera a Roma. Hanno partecipato alla discussione, oltre a Quagliariello, presidente di “Idea”, anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, Eugenia Roccella, parlamentare di “Idea”, Francesco Agnoli, scrittore e giornalista de "La Verità", e Francesco Verderami, inviato del "Corriere della Sera".

Inutile dire che le immagini che hanno rimbalzato per tutta la giornata di ieri dall’Inghilterra hanno condizionato il dibattito. Tanto che, prima di iniziare, il senatore Quagliariello ha chiesto di fare un minuto di silenzio per le vittime della strage. “Ormai non c’è più bisogno di spiegare come mai questo tema sia al centro dell’agenda politica” ha esordito il presidente di Idea “perché a parlare, purtroppo, sono i fatti”. “Siamo assuefatti dagli atti di terrorismo, tanto da considerarli sempre più normali” gli fa eco la Meloni secondo la quale questo è uno dei segnali di un Occidente che ha rinnegato le proprie origini giudaico-cristiane, tanto che ora è “in piena crisi di identità”. “La civiltà occidentale scomparirà? Questo non lo so, ma so per certo che dobbiamo combattere affinché non accada” dice ancora la leader di Fratelli d’Italia.

Diversi i temi trattati: la gestione dei flussi migratori, il fallimento della politica estera di Obama e infine il ruolo della Russia come alleato contro il terrorismo islamico. “Trattare questi temi in un modo non scontato - sottolinea Roccella - eviterebbe alle èlite occidentali di dover trovare a tutti i costi ‘il nemico di turno’ nei populismi che non sono altro che il concetto usato dalle èlite stesse per spaventare il popolo e mantenere lo status quo”. Del resto quando il popolo si esprime al di fuori dei desiderata dell’ establishment – vedi Trump e Brexit – allora si grida al populismo, hanno sottolineato i parlamentari di “Idea”.

Infine, non poteva mancare qualche battuta sul tema politico del momento: la proposta di Berlusconi a Renzi sulla legge elettorale. “Berlusconi ci dica con chi vuole stare: o con noi o con Renzi” dice Meloni. “Bisogna ricordarsi che con Renzi i patti vanno sempre a finire male” chiosa Quagliariello rilanciando: “Oggi abbiamo una grande occasione, perché il centrodestra se si unisce ha la possibilità di arrivare primo”. E “a chiederci questa unità sono i nostri stessi elettori” ha concluso Eugenia Roccella. Quindi, ancora prove di dialogo tra le forze del centrodestra in vista di una tornata elettorale che, ora più che mai, si prospetta sempre più vicina. 

CommentiCommenti 3

barbara zagaria (non verificato) said:

Non trovando uno spazio per i lettori, posto una lettera come commento, sperando che sia visibile a molti...

Siamo sempre bravi a parlare di accoglienza e integrazione, ma ci siamo mai chiesti come siamo accolti noi occidentali nelle terre di Allah? Ve lo spiego io, parlando di un Paese a cui nessuno di noi pensa quando si parla di estremismo islamico.
Nel nostro immaginario le Maldive sono il paradiso terrestre dove fuggire da stress e fatiche, coccolati da personale locale servizievole e onorato di averci come ospiti. Ebbene, scordiamoci i tempi d’oro, perché la guerra all’occidente infedele è arrivata anche lì.

Ho lavorato due anni sugli idrovolanti e posso dire la mia sul trattamento riservato agli stranieri impiegati alle Maldive.
Un autobus passa a prendere i piloti a orari stabiliti per portarli al lavoro; su quello delle 05.00 di mattina ci sono solo occidentali, i quali iniziano tutti i giorni all’alba e finiscono al tramonto. Volano da un minimo di 10 a un massimo di 17 tratte ogni giorno; due/tre volte la settimana pernottano fuori base in un resort nell’area dello staff, dormono nelle camere del personale e mangiano in mensa, sebbene non siano dipendenti dell’albergo. I tre membri dell’equipaggio (comandante, copilota e assistente di volo) hanno a disposizione sempre due camere: il copilota deve condividere la camera con l’assistente di volo; nel caso il copilota sia donna, questa deve dormire con un uomo, e ciò in barba alle loro regole che vietano la promiscuità. Eventuali richieste da parte nostra (particolari resort, roster, etc.) vengono sistematicamente disattese, mentre i maldiviani si mettono d’accordo di giorno in giorno su quale dovrà essere la loro turnazione l’indomani.

Ma parliamo un po’ di questi maldiviani, che hanno un trattamento decisamente diverso…
La loro giornata comincia non prima delle 08.00 e termina entro le 16.00; nei rari casi in cui l’ufficio operativo chiede loro di estendere il servizio oltre tale orario, i piloti non si fanno scrupoli a inventare un improbabile guasto all’aeroplano e a parcheggiarlo in hangar; a quel punto viene chiesto a un qualsiasi occidentale disponibile di coprire il volo mancato. I maldiviani vengono sempre impiegati su voli che prevedano uno stop in un resort per una pausa pranzo di 2/3 ore. I loro pernottamenti, che hanno sempre luogo su isole extra lusso, includono alloggio nelle camere degli ospiti e cena al ristorante centrale.

A tutto ciò si sommano discrepanze nella gestione del personale.
Ho visto piloti occidentali licenziati in tronco per essere stati coinvolti in un incidente dovuto a un guasto meccanico (è stato appurato dalle indagini che si era verificata la rottura del cavo di collegamento tra barra di comando ed equilibratore, ma è stata data la colpa ai piloti).
Un altro è stato accompagnato alla porta per avere accidentalmente urtato la coda di un altro aereo in fase di parcheggio in una giornata particolarmente ventosa; tra l’altro non era stato riscontrato nessun danno visibile su nessuno dei due aeromobili coinvolti.
Un copilota è stato costretto a lasciare il Paese in sette giorni perché aveva preso sbadatamente le cuffie di un collega anziché le proprie: quando si è presentato per restituirle ha trovato la lettera di dimissioni da firmare.

Ai maldiviani invece tutto è concesso. Eclatante il caso di un equipaggio protagonista di una “bravata”, un basso passaggio volontario sopra uno yacht che ha arrecato danni all’imbarcazione e provocato lo spavento dei passeggeri: il copilota (tedesco) è stato sospeso e mai più reintegrato, il comandante (maldiviano) è stato retrocesso a primo ufficiale ma continua a lavorare.
Un comandante locale ha provocato l’inabissamento di un aereo perché, durante un pernottamento con condizioni di mare in burrasca, per pigrizia non ha voluto ormeggiare l’idrovolante alla boa al largo, ma lo ha deliberatamente lasciato attraccato al pontile in balia delle onde. La mattina seguente l’aereo era scomparso sott’acqua, ma il pilota è stato prelevato dall’isola e riportato alla base, dove sta attualmente continuando a esercitare. Non contiamo poi il personale maldiviano che, ripreso dalle telecamere, ha rubato sacchi di caffè in grani dalla lounge piloti, o che ha svuotato il minibar dei resort ma che è ancora in servizio… queste sono quisquilie! Più preoccupanti sono i comandanti istruttori terrorizzati dagli assetti inusuali e dagli stalli simulati.
I piloti locali in genere non hanno mai studiato seriamente le materie d’esame, non conoscono la meteorologia (quando capita un temporale il comandante di turno preferisce passarci sotto piuttosto che sopra o alla larga, mentre evitano accuratamente piccoli cirri considerandoli pericolosissimi cumulonembi), né conoscono i principi del volo, tant’è che non considerano minimamente possibili variazioni allo standard (diverse configurazioni dei flap e settaggi di potenza) per far fronte in maniera ottimale alle diverse condizioni del mare e del vento, ma sono strettamente vincolati alle procedure da manuale a costo di provocare danni all’aereo e spaventare i passeggeri.
Inoltre non hanno la minima cura del benessere dei turisti, mantengono una quota di volo perennemente bassa (massimo 500-1.000 piedi) in modo che la connessione ai social network sia sempre stabile, a scapito delle temperature infernali che si raggiungono in crociera (vi state chiedendo se per caso il pilota connesso a Facebook sia lo stesso che ha in mano i comandi? La risposta è Sì).

In conclusione, gli occidentali servono ai maldiviani per lavorare negli orari più scomodi su turni massacranti, alloggiare nei posti in cui loro non vogliono andare, coprire i voli che loro non vogliono effettuare. Non ci accolgono con rispetto, non vogliono nessun tipo di integrazione, alla prima occasione ci cacciano distruggendoci la vita senza la minima considerazione di ciò che abbiamo fatto per loro.

Dettaglio non insignificante, sempre più maldiviani si stanno unendo all’ISIS per combatterci.

E noi dovremmo continuare a farci invadere senza opporci?

Barbara Zagaria
Merate (LC)