Fiducia e futuro

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Tre italiani su quattro avvertono il peso dell’insicurezza. Di un’insicurezza ad ampio raggio che si può, per questo, definire globale e riguarda questioni ambientali, alimentazione, guerra e terrorismo. Per sei su dieci, poi, la natura dell’insicurezza è essenzialmente di carattere economico e riguarda l’incertezza delle risorse per sopravvivere, l’insufficienza della pensione o la prospettiva di non averne una o averne una ma ai limiti di quella sociale, la mancanza di lavoro o la sorte dei propri risparmi.

E’ quanto emerge da una serie di sondaggi realizzati nell’ambito dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza nello scorso mese di gennaio e che sono stati recentemente pubblicati. Un quadro, dunque, preoccupante che dovrebbe far discutere e indagare, con una certa attenzione, sui mali della società nella quale viviamo e nella quale le fonti di incertezza, negli ultimi anni, sono notevolmente aumentate. Molte sono le cause di portata globale e molto incide, naturalmente, la crisi economica e finanziaria che si riflette sulle condizioni personali e familiari come sulla percezione di ciascuno, prima ancora che sui risparmi dei singoli. Si resta, però, stupiti che quegli stessi italiani, addirittura otto su dieci, seppur così insicuri e preoccupati, si sentono “abbastanza ottimisti”.

Quindi angosciati, incerti, pessimisti ma, al tempo stesso, ottimisti. Il dato che più di tutti ci può interessare è che la ragione di questo, almeno apparente, ottimismo è da ricercarsi, come rivelano gli stessi sondaggi, nelle “risorse sociali”. Sì, gli italiani riducono il proprio tasso di incertezza e di timore per il futuro facendo “ricorso” a “risorse sociali”, ai legami con altre persone, alla famiglia, al “capitale sociale” del nostro Paese. Agli altri, insomma, con i quali condividere le stesse preoccupazioni e riprendere a guardare al futuro con maggiore ottimismo e crescere. Stare insieme ed in mezzo agli altri per condividere non soltanto le preoccupazioni ma anche per costruire un progetto, rende certamente, sempre secondo lo studio, più “ottimisti”.

Il tema della ricostruzione della fiducia nel futuro, di un nuovo patto fiduciaro tra cittadini e sistema non può non coinvolgere in pieno anche il mondo dell’economia e del sistema bancario. Tutti dovremmo leggere con attenzione i risultati di queste ricerche nella consapevolezza che cercare una strada efficace da percorrere per ridare fiducia al paese è quanto mai essenziale per uscire dalla crisi e dall’assenza di futuro. La natura e il ruolo che le Banche popolari svolgono nel nostro Paese, su questo terreno, è il risultato di una storia fondata proprio sulla cooperazione e sulla sussidiarietà. Una formula che, fin dalle origini, si è distinta per il suo impegno inclusivo nei confronti delle comunità, un impegno in un secolo e mezzo di vita e poi in questa lunga crisi economica e finanziaria.

Attraverso il sostegno al tessuto produttivo e ai livelli occupazionali dei territori di riferimento, al supporto fornito alle imprese, in particolare a quelle di dimensioni piccole e medie, e alle singole famiglie si è realizzato lo scopo principale, quello che ne spiega la “diversità” rispetto ad altre realtà del sistema bancario, del sistema del credito popolare, e che consiste proprio nel creare quella comunità, quei legami che, come abbiamo visto, sono essenziali non soltanto nella creazione di uno stato d’animo di maggiore ottimismo ma sono uno dei pochi fattori di coesione che possono far riprendere un cammino.

La fiducia non è però soltanto un valore universale, senza controindicazioni e, per questo, facilmente e universalmente invocabile. E’ anche un dato oggettivo che si misura. Nel primo trimestre del 2017, le Banche popolari e del territorio hanno visto crescere la raccolta del risparmio registrando un aumento dei depositi pari al 6%. Un aumento che ha confermato, in questo caso, una fiducia radicata delle famiglie nel credito popolare. Una fiducia reciproca visto che quasi 4 miliardi di euro sono stati erogati dalle Popolari alle famiglie per i mutui finalizzati all’acquisto dell’abitazione. Sono numeri che danno ragione di un rapporto stretto fatto, prima di tutto, di persone che stanno insieme ad altre e creano, cooperando tra loro, società e fiducia nel futuro.

*Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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