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gard charlie

Il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato Charlie Gard, ha ricontattato questa mattina l'ospedale Bambin Gesù, esplicitando che i motivi legali che impediscono il trasferimento del piccolo sono riconducibili alle sentenze inglesi e della corte europea dei diritti dell'uomo. Le sentenze danno ragione ai medici inglesi, che ritengono di dover staccare la spina alle macchine che tengono in vita il bambino. Qualora l'ospedale della Santa Sede fosse stato disponibile ad eseguirle, e dunque a staccare la spina, il bambino si sarebbe potuto trasferire. "Ma a queste condizioni abbiamo rifiutato", ha fatto sapere la struttura della Santa Sede, che però precisa che i contatti con i medici inglesi non si sono interrotti. "Si lavora a vari livelli".

L'Ospedale Bambino Gesù, che già si era offerto di accoglierlo, ora infatti propone una cura sperimentale per tentare il tutto per tutto verso il piccolo. Il presidente dell'ospedale vaticano, Mariella Enoc, fa sapere: "La Farnesina ha avuto la stessa risposta che l'ospedale ha dato a noi: che loro non possono trasportare il bambino a meno che noi non applichiamo il protocollo, ovvero la legge che ha dato la Suprema Corte, quindi non curare più il bambino e staccare la spina. È ovvio che a questo abbiamo risposto di no, che noi non intendiamo farlo. Contemporaneamente un nostro scienziato è stato contattato da medici di varie parti del mondo, perché c'è un protocollo internazionale, sperimentale, che si potrebbe applicare al bambino, dove si vuole: a Londra, a Roma, a New York. Non ha un problema di luogo, quindi stanno stendendo questo protocollo, la mamma è costantemente in contatto con noi. La mamma è molto determinata, è una persona che indubbiamente ha fatto verifiche, i ricercatori sono disponibili e stanno lavorando per proporre l'applicazione di questo protocollo internazionale di una cura sperimentale". 

Tuttavia nessuna falsa illusione: "Noi - afferma Enoc - non abbiamo dato nessuna falsa aspettativa, io ho detto fin dall'inizio che questa è una malattia gravissima e incurabile. Se però qualcuno e i genitori acconsentano a voler provare una cura sperimentale..noi ci siamo, ma è una decisione dei genitori. La mamma è assolutamente convinta che il bambino possa morire, ma lei crede che se il bambino debba morire muoia dopo aver tentato questa cura". La vicenda comunque resta piuttosto delicata: "Non so se con questo protocollo i genitori potranno ricorrere ancora alla Corte Suprema e chiedere ad esempio una sospensione della sentenza, in attesa che il bimbo possa provare la cura. Stanno lavorando i nostri scienziati". 

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