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protocollo charlie

E’ arrivato il documento del team dei medici guidati dall'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma inviato al Great Ormond Street Hospital di Londra. Ecco cosa dice:
"Siamo un gruppo di clinici e ricercatori sulle patologie mitocondriali - si legge - e abbiamo studiato per lunghi anni la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale (mtDNA). Nei pazienti con mutazioni RRM2B, la mancanza dell’attività della proteina RRM2B ha l’effetto di ridurre i livelli di deossinucleotide trifosfato mitocondriale (dNTP), che a sua volta, causa la deplezione del DNA mitocondriale (1-5). Vorremmo chiarire meglio alcuni punti che riguardano la potenziale applicazione della terapia con deossinucleotidi per il trattamento delle forme di sindrome da deplezione del DNA mitocondriale (MDS) con mutazione di RRM2B".

"1. Esistono evidenze scientifiche a sostegno del fatto che i deossinucleotidi esogeni applicati a cellule umane con mutazione RRM2B in coltura, accrescono la replicazione e favoriscono il miglioramento della sindrome da deplezione del DNA (2). 2. Ci rendiamo conto della preoccupazione che la terapia con deossinucleotidi possa non avere effetto sull’encefalopatia nei pazienti con deficit di RRM2B, perché le molecole non sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica (BBB). Tuttavia, esistono evidenze dirette e indirette che dimostrano chiaramente che i deossinucleotidi attraversano la barriera emato-encefalica e sono in grado di correggere gli squilibri dei pool di dNTP mitocondrialei. Primo: è noto che le proteine presenti nella BBB trasportano i deossinucleotidi dal sangue al cervello (6). Secondo: Iniezioni per via endovenosa di un deossinucleotide chiamato deossicitidina su topi, ha causato l’elevazione dei livelli di deossicitidina trifosfato nel cervello (5). Terzo: la somministrazione per via orale di deossinucleotidi chiamati deossitimidina e deossicitidina sui topi ha indotto, anche in questo caso, l’elevazione dei livelli di deossitimidina trifosfato e deossicitidina trifosfato nei mitocondri cerebrali (7).

"Inoltre, quando questi deossinucleotidi sono stati somministrati a topi con deficit di timidina chinasi 2 (TK2), anche questi hanno avuto un miglioramento nella deplezione del mtDNA nel cervello. Infine, nuovi dati, non ancora pubblicati, raccolti dal laboratorio, mostrano che un’ora dopo l’iniezione endovenosa di 520 mg/kg of deossinucleotidi, i livelli di deossitimidina sono aumentati da 0.09 a 1.86 nmol/mgprotein, mentre i livelli di deossicitidina sono aumentati da .005 a 0.726 nmol/mgprotein (dati ancora da pubblicare). Basandoci su questi risultati, riteniamo che l’efficacia della terapia con deossinucleotidi sui nostri topi con mutazione Tk2 sia dovuta alla perdita di attività della Tk1 nel cervello e non al fatto che i deossinucleotidi non sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica. 3. Esistono evidenze significative su topi e pazienti con deficit TK2 che la terapia con deossinucleotidi migliora la deplezione del DNA mitocondriale inducendo miglioramenti clinici importanti (7) (dati non ancora pubblicati)".

"Siamo consapevoli - affermano i medici - del fatto che la terapia con deossinucleotidi per il deficit RRM2B sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini. Tuttavia, non c’è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard, che è affetto da una grave encefalopatia dovuta a mutazioni RRM2B. Alla luce di questi importanti nuovi risultati riguardanti la biodisponibilità dei deossinucleotidi somministrati per via esogena nel sistema nervoso centrale, chiediamo rispettosamente che questa terapia possa essere somministrata a Charlie Gard".

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