L'ultima del governo Gentiloni

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voucher

Quella dei voucher è l'ennesima pessima pagina di politica economica renziana. "Si è complicata una cosa che già funzionava, quando sarebbe bastato intervenire sugli abusi", ha detto il presidente di Confcommercio, Sangalli, inquadrando la questione alla luce degli ultimi provvedimenti presi dal governo Gentiloni. Ma la telenovela dei voucher è storia vecchia. 

I renziani prima hanno puntato sui voucher, dicendo di voler rafforzare questa normativa, poi però invece di difenderli al referendum lanciato dai sindacati per l'abrogazione (indetto dal consiglio dei ministri), per paura di prendere un altro sganassone dopo quello del 4 dicembre sul referendum costituzionale, hanno deciso di tirare i remi in barca, mollando la normativa, che a questo punto è stata abbandonata a se stessa. 

Con il bel risultato di un governo che dopo aver strombazzato la riforma delle riforme del mercato del lavoro, il Jobs Act, poi si tira indietro impaurito dalla Cgil, smantellando o quasi il sistema dei voucher. La nuova normativa approvata, infatti, che, ricordiamolo, riguarda professionisti e piccolissime imprese, ne esce ulteriormente complicata, come se di burocrazia, leggi e leggine nel nostro Paese non ce ne fossero già abbastanza. Il nuovo provvedimento, insomma, è tutto un fiorire di regole che noi aiutano a liberare il nostro mercato del lavoro evitando il rischio del nero.

Che dei voucher in passato si sia potuto abusare, come di ogni forma contrattuale, è possibile. Esistono, però, per questa ragione istituti e soggetti pubblici preposti al controllo. Ma abrogare, o trasformare complicando le cose, come è stato fatto in ultima istanza, quel sistema, vuol dire solo rendere la vita più difficile a chi fa impresa. Anche sui voucher questo governo naviga a vista, e dietro le pseudo riformismo dei renziani quello che invece resta intoccabile e che continua a crescere è il debito pubblico.

Con la storia dei voucher si scrive quindi un nuovo capitolo, per niente liberale, della manovrina. E l'Italia resta prigioniera delle politiche economiche "de' sinistra", che hanno sempre avuto l'ambizione di complicare la vita a chi lavora e di irregimentare il mercato del lavoro, invece che liberarlo.

CommentiCommenti 3

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Gentile Sig Ferrero, Lei è un bravo giornalista. Ma io so che non può dire TUTTA la verità.
Lei osserva giustamente il malessere generato dal Gentiloni, dal Renzi e da tutta questa combriccola di fantocci che non può o non vuole uscire dalla gabbia in cui si trova. Fummo fatti per seguir vistù e conoscenza. Ora i renziani, i Gentiloni, i Letta, non dispongono della volontà di fare il benessere della popolazione, o non ne hanno la competenza.
Da molto tempo e da diverse parti vengono messe a fuoco le cause ed i rimedi per l'attuale situazione economica. Ma non vedo nessuno che abbia il coraggio civile di indicare e intraprendere questa strada.
Non è il fantoccio Gentiloni che governa l'Italia, ma il sistema bancario extranazionale.
Che ne dice lei di un soggetto che fabbrica moneta dal nulla, cioè mezzi di pagamento a costo zero per sè, poi camuffa tale emissione definendola col nome di "prestito". Ma non è per niente un prestito, dato che a lorsignori NON COSTA UN FICO SECCO. Tu però lo devi accettare come se fosse un prestito. E dato che hai ricevuto un prestito, tu hai un debito e lo devi restituire. E così tu cittadino italiano hai un debito, verso uno che non ti ha dato altro che pezzi di carta. non ricchezza.
Ora tutte le conseguenze che discendono da questa farsa, o truffa, come preferisce, sono temi su cui dibattono i politici, i giornalisti, gli "economisti" ma senza mai toccare la vera causa e soprattutto senza mai toccare la questione del debito CHE NON ESISTE, ma che tu devi pagare; come? dando a questi disgraziati LA TUA RICCHEZZA.