Disastri renziani

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immigrazione

Castell’Umberto, un piccolo comune della provincia di Messina, in Sicilia. La Prefettura, d'accordo con una cooperativa, invia una trentina di immigrati in un ex hotel dismesso, in attesa di capire dove sistemarli. Il sindaco viene avvertito tardi e quando scopre come stanno le cose denuncia: "la struttura è stata dichiarata da mesi inagibile", è senza luce, morosa per l'acqua. Il sindaco pubblica sul suo profilo Facebook le foto in cui si vedono lui e i suoi concittadini che cercano di bloccare con le proprie auto l'ingresso alla struttura. A quanto pare non per razzismo, ma per evitare che delle persone finiscano in una struttura fatiscente. La prefettura contesta a sua volta il sindaco e spinge affinché i migranti entrino nell'ex albergo, ritenuto, a quanto pare, agibile. 

La situazione non cambia se guardiamo al resto dell’Italia. I cittadini protestano a Pistoia, sempre contro la prefettura locale, per i numerosi arrivi. Proteste anche in Calabria, e in Puglia, con migliaia di nuovi sbarchi, in una situazione che ormai sui territori sembra completamente sfuggita di mano al governo italiano. Quello stesso governo che, nelle settimane scorse, si era premurato di annunciare a fanfare spiegate 'chiuderemo i nostri porti alle navi delle ONG' che raccolgono i migranti in mare... altro che ultimatum all'Europa, altro che "aiutiamoli a casa loro" come ha recentemente sostenuto il segretario del PD, Matteo Renzi, scimmiottando male le parole d'ordine del centrodestra. Del resto le ‘sparate’ di Renzi sono sempre state destinate a restare tali, ve li ricordate i vari “cambieremo le regole di Dublino”, “non pagheremo più l’Europa se non ci darà ascolto”, o le sceneggiate come i “ricollocamenti” tra i Paesi Ue finiti in fiasco clamoroso? 

Tutto serve ai renziani per la loro propaganda strumentale, al fine di raccogliere un po' di consenso dopo tutto quello perso per strada dalla sconfitta al referendum a quelle nei grandi Comuni. Nel frattempo, proprio mentre si moltiplicano i nuovi sbarchi, ancora una volta l'ex presidente del consiglio trova il tempo per vantarsi della sua politica economica, di quel poco di crescita, l'1% o giù di lì (le stime per il 2017 parlano di 1,4%), drogata dalle politiche del debito tipiche della sinistra. Una politica, la "Renzienomics", che per andare avanti ha maledettamente bisogno di una cosa, che Bruxelles non si metta di traverso, rispettando la ormai nota formula ‘migranti in cambio di debito’: un altro giro di flessibilità sui conti pubblici, come la chiama Renzi, e porti aperti a chi arriva in Italia. 

Siamo nelle mani di una classe politica, quella renziana, ormai asserragliata nel Palazzo e che capisce solo la lingua dei giochi di potere. Lo si comprende con chiarezza seguendo la vicenda dello “Ius soli”, la cittadinanza agli immigrati, al vertice dell'agenda del Pd proprio mentre il segretario vuole aiutare i migranti 'a casa loro'. Così, mentre la situazione sui territori sfugge di mano, mentre si apre lo scontro istituzionale tra Stato ed enti locali come a Castell’Umberto, sullo ius soli i Dem cincischiano in parlamento da settimane, terrorizzati di non avere i numeri per far passare la legge, sempre che si arrivi a votarla. 

Del resto per Renzi la cittadinanza agli immigrati, come le unioni civili, sono armi di distrazione di massa: da una parte servono come bandiere da agitare verso la sinistra rosè degli scissionisti, che tiene ancora in vita la maggioranza. Dall’altra, se dovesse rivelarsi necessario, lo ius soli potrebbe trasformarsi nell’occasione utile a creare quell’incidente parlamentare in grado di mandare a casa Gentiloni, lasciato, insieme al governo, con il cerino in mano. Peccato che, mentre nei palazzi romani i giochetti di potere dei renziani e dei loro alleati per restare a galla si sprecano, sui territori ormai la situazione è degenerata e i cittadini sono più esasperati che mai.

CommentiCommenti 5

daniele fringuerlli (non verificato) said:

DIO MALEDICA RENZI E COMPANY

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Più che perdere tempo a correr dietro ai discorsetti del citrullo e relativi seguaci, o di quell'altra gallina ben pagata che è la Boldrini, gli italiani con un poco di cervello, se ancora ve ne sono rimasti, farebbero meglio a prestare attenzione a quel che dice Dughin, l'autorevole socio-politico consigliere di Putin: l'Italia sarebbe oggi alla vigilia di una sanguinosa guerra civile.
Gli italiani vengono obnubilati e ipnotizzati da una TV e giornali nelle mani del nemico. Sono guidati da una classe politica di dementi ridicolo-incompetenti e traditori, superpagati dal nemico.
hanno ora l'economia strangolata e la ricchezza che producono, regolarmente saccheggiata dal nemico il quale domina non solo il sistema politico amministrativo con la sua scandalosa e demenziale raccolta di imposte e tasse (60%?), ma specialmente con il sistema truffaldino che chiamano "banche" o "il credito".
Con i valori e principi morali universali sostituiti da quelli barbarici di Sodoma e Gomorra, con l'instaurazione del diritto barbarico del più forte e la celebrazione della morte desiderabile di vecchi inutili e bambini, i quali devono ora essere contaminati da i veleni con vaccinazioni criminarli, oltre all'avvelenamento delle colture delle acque e dell'atmosfera, con irrorazioni chimiche da aerei militari.
Con la famiglia distrutta ad opera del nemico; e con i principi e la spiritualità Cristiana in corso di distruzione ad opera degli stessi autori. Con una magistratura anch'essa superpagata dalle società segrete adepte di riti satansti-luciferini nelle mani del nemico. Ed il territorio invaso da centinaia di migliaia di "turchi". Un'altra facezia inventata dal Nemico.
Ma insomma chi è questo nemico?
Il nemico mal digerì l'assedio dell'anno 70 dell'era Cristiana, ad opera del figlio dell'imperatore Vespasiano. CFostui condusse per quattro anni (66-70) l'assedio della roccaforte di Sion, e dopo aver espugnato quella città, fece crucifiggere tutti gli assediati che avevano resistito con le armi. Distrusse il loro tempio, saccheggiò il loro tesoro e riportò in Patria persino la "Menorah", loro simbolo sacro, il candelabro a sette bracci, come si vede ancor oggi scolpito sull'arco di trionfo che i romani eressero in onore di quel generale romano.
Da quel giorno ebbe inizio la fine di quella nazione e l'inizio della loro dispersione tra tutti i paesi del mondo, come preannunciato nelle profezie.
Non si può dunque essere eccessivamente severi con questa associazione ecclesiastica demenzial-criminale se ancor oggi, con duemila anni di ritardo dimostra la ferregna volontà di vendetta sui discendenti dell'impero romano e la volontà di dominare e rendere schiave con ogni mezzo, le altre nazioni.

Paolo Sibilla (non verificato) said:

A nessuno viene in mente che in base al diverso indice di natalità tra italiani e immigrati tra pochi anni questi saranno on maggioranza? La cosa sarebbe tollerabile se non si trattasse di musulmani. Quando ciò accadrà sostituiranno la nostra Costituzione con le loro leggi. Nessuno si ricorda della Fallaci?