Banche Popolari

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Nei primi cinque mesi del 2017, le Banche popolari italiane hanno erogato 6,2 miliardi di euro per nuovi mutui finalizzati all’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie. Un miliardo in più rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. Le nuove erogazioni, aggiungendosi a quelle in corso, portano a 46 i miliardi di mutui attivi con un incremento, che risulta essere maggiore nelle regioni centro-meridionali, di quasi il 2 per cento rispetto a un anno prima. 

L’aumento, in un quadro economico segnato da una ripresa che si fa fatica a definire tale con retribuzioni e tasso di inflazione che non crescono e livelli di disoccupazione che continuano ad essere preoccupanti, segnala, senza ombra di dubbio, un ritrovato clima di fiducia da parte delle famiglie che riprendono a guardare con un po’ di ottimismo al futuro proprio e dei propri figli e provano a fare programmi su tempi medio - lunghi. Ma la fiducia cresce anche relativamente alla propensione al risparmio e a un moderato aumento del reddito disponibile. Nei primi cinque mesi di quest’anno, i depositi delle Banche popolari registrano 164 miliardi di euro con un aumento di quasi il 4 per cento.

Le famiglie italiane, dunque, non solo riprendono a risparmiare ma anche a programmare di risparmiare in futuro decidendo, da subito, di investire i propri risparmi per acquistare immobili. Ritorna una antica e consolidata tradizione, caratteristica tutta italiana che, per forza di cose, aveva registrato una battuta d’arresto a seguito della crisi. Sono dati confortanti tanto più se si pensa che il reddito disponibile delle famiglie continua ad essere inferiore, rispetto a prima della crisi, di oltre 8 punti percentuali e che il numero delle persone in condizioni di disagio economico è ancora a livelli molto elevati. 

Se, come risulta dalla relazione annuale di Banca d’Italia, la ricchezza lorda delle famiglie è cresciuta modestamente (dello 0,8 per cento) è, dunque, molto positivo che l’aumento ha prodotto un maggior flusso di risparmio con i prezzi delle attività reali stabilizzati nel corso dell’anno, a fronte di un calo di quelli della componente finanziaria. Indicatori che lasciano sperare soprattutto per le sorti dell’economia reale e che, quindi, vengono letti con grande attenzione dal sistema delle Banche popolari e del territorio nella consapevolezza del proprio ruolo di supporto alle comunità e di garanzia della coesione sociale. 

Il credito popolare è in prima linea nel consolidare e rafforzare questi timidi segnali di ripresa che l’economia italiana inizia a manifestare a cominciare con l’erogazione del credito alle famiglie. La strada migliore per assicurare al Paese una ripresa solida e sostenibile, che veda protagonisti quei soggetti che la crisi ha colpito più duramente, a cominciare dalle famiglie e dalla micro e piccola imprenditoria, continua ad essere quella di accompagnare e sostenere questi soggetti che rappresentano il nucleo forte della clientela del credito popolare.

I dati sui mutui e i depositi sono indicatori positivi che confermano anche la validità delle scelte e della peculiari caratteristiche di un intero sistema bancario che pone prioritariamente la propria attenzione alle famiglie favorendone l’accesso al credito come unico modo per rendere reale e concreta la ripresa dell’economia e realizzare livelli di occupazione accettabili. Tutto ciò diventa, comunque, concreto soltanto a condizione che persista, e i dati sui depositi lo confermano, un rapporto fiduciario in via di consolidamento tra banca e cliente. La fiducia, punto di equilibrio e stabilità di un rapporto, è il frutto di una storia di relazioni e di conoscenza reciproca che si sviluppa e si consolida nei tempi lunghi. La fiducia è, per le Banche popolari, il tratto essenziale dell’operatività quotidiana.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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