Elezioni in vista

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A Matteo Renzi non basterà trovare qualche nuovo guru della comunicazione per ribaltare la situazione che ormai emerge sempre più chiaramente dai sondaggi: il Partito democratico continua a scendere nelle intenzioni di voto degli italiani. Nelle ipotesi più favorevoli, il Pd è qualche decimale sopra il 26 per cento ma potrebbe facilmente piombare sotto il 25. Un trend che ormai prosegue imperterrito da settimane, dopo lo schiaffo alle elezioni comunali, gli errori nella comunicazione sui "social" e la battaglia sullo ius soli con Gentiloni che alla fine ha dovuto ritirare il disegno di legge spostando ogni decisione sulla cittadinanza ai figli degli immigrati a data da destinarsi.

Altro che 30 per cento, insomma, il Pd è in caduta libera, mentre dall'altra parte dello spettro politico c'è un Centrodestra che, unito, tocca quasi il 35 per cento e torna ad essere fortemente competitivo. Questi numeri assumono un preciso significato politico e sembrano archiviare il piano, l'unica strategia, seguita fino adesso da Renzi: andare al voto con il "Consultellum", la legge elettorale uscita dalla sentenza della Consulta; puntare a riportare in parlamento un Pd fatto di renziani di ferro, fotocopia della attuale direzione del partito; tenersi mani libere per il voto senza cercare alleanze nè a sinistra con Pisapia (che poco ma sale nei sondaggi) o i bersaniani, nè al centro con gli alfaniani, trattati a pesci in faccia dall'ex premier (vedi l'intervista rilasciata dal ministro Lorenzin, 'non vado a destra ma Renzi ci vuole morti').

Insomma, Renzi puntava a prendersi tutti i (pochi) voti disponibili e, subito dopo le elezioni, a farsi dare un mandato esplorativo da Mattarella per andare in parlamento e cercare di costruire una maggioranza stile Nazareno due punto zero, con Berlusconi e altri parlamentari pescati qua e là. Ma la situazione per l'ex premier si sta facendo sempre più incerta. Il voto alle regionali in Sicilia potrebbe rivelarsi un altro schiaffone per il Pd. I sondaggi mostrano plasticamente perché adesso Berlusconi appare meno sensibile alla ipotesi di un nuovo Nazareno, visto che il Centrodestra unito rischia seriamente di vincerle le elezioni. Il Cavaliere probabilmente è stato tentato dalla linea tracciata da Renzi ma adesso, sondaggi alla mano, non può non rendersi conto che le elezioni si vincono solo a patto di fare una campagna elettorale dai toni fortemente anti-renziani.

E se a settembre in Senato si riaprisse la partita sulla legge elettorale e invece del Consultellum spuntasse una nuova legge che premia le coalizioni, legge che visti i numeri a Palazzo Madama potrebbe essere spinta dal nuovo contenitore 'centrista' benedetto dal Cavaliere e in cui stanno confluendo tanti transfuga del renzismo, allora per Renzi non ci sarebbero altre chance. Tanto più che il segretario del Pd non sembra avere in tasca un "piano B", cioè un'alternativa allo scenario che abbiamo appena descritto. Morale: la legge elettorale con cui andremo a votare, da settembre, tornerà ad essere centrale nel dibattito politico e parlamentare. Altro che ius soli. Se spunta il premio alle coalizioni, mister Renzi sarà tagliato definitivamente fuori dai giochi.

CommentiCommenti 3

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Questo individuo, è un'emerita testa di c....
Non è pensabile che questo signore abbia la capacità nè l'intenzione di elaborare alcun piano nè B nè A. Questo saltafossi non intende un fico secco di economia politica nè sarebbe capace di produrre alcuna prosperità per il popolo italiano.
Egli è un'incapace messo lì dal padrone a raccontare bufale e ridicole balle, promesse mirabolanti: che non manterrà mai.
Egli esegue ordini di individui scaltri e criminali che non presentano mai la faccia. Restano nascosti dietro le quinte e mettono in pista la faccia di questo citrullo affinchè distrugga il nostro Paese essendo come Grillo profumatamente pagato per tradire e consentire alla rovina della sua stessa Nazione. Sarà lui infatti a ricevere i pomodori marci in faccia, non i suoi furbi occulti suggeritori.
Per poter procedere ad un piano di sviluppo economico con la creazione dei mezzi necessari, senza il quale è impensabile qualunque piano, è assolutamente necessaria la riforma radicale del sistema bancario e l'emissione di moneta nazionale SENZA DEBITO verso chicchessia. Allo stesso tempo è necessario epurare dalla pubblica amministrazione i TRADITORI gli obbedienti camerieri annidati tra le classi politico amministrative che tramano, remano contro, facendo gli interessi del nemico a spese della popolazione italiana.