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Charlie Gard

Si apre in modo drammatico l'udienza di oggi davanti all'Alta Corte di Londra per esaminare il caso di Charlie Gard, il bimbo di 11 mesi affetto da una malattia rarissima, ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra. Per Charlie è "passato troppo tempo, e il trattamento" sperimentale proposto da un team internazionale "non può ora offrire possibilità di successo". Per questo i genitori rinunciano alla battaglia legale. Lo ha detto il legale dei genitori di Charlie, Grant Armstrong, all’inizio dell’udienza di oggi. Gli esami effettuati la scorsa settimana hanno confermato "le peggiori paure dei genitori". "Charlie ha atteso con pazienza le cure. A causa del ritardo, quella finestra d'opportunità è andata perduta". "I genitori hanno combattuto per preservare la vita di Charlie quando pensavano che fosse nel suo interesse. Una volta stabilito che non c'era alcuna possibilità medica hanno accettato il consiglio legale di ritirare i procedimenti" davanti alla giustizia, ha detto Armstrong.

"E' degno di una tragedia greca”, ha detto ancora l’avvocato della famiglia in Aula, “che debbano ritirarsi adesso. Si è persa la finestra di opportunità per il trattamento". A questo punto il denaro raccolto dai genitori per trattare il piccolo non andrà perso. "I genitori vogliono dar vita ad una fondazione". Perché altri pazienti con malattie mitocondriali possano beneficiare di un trattamento "il più precoce possibile", perché “con una malattia mitocondriale il trattamento dovrebbe avvenire il più presto possibile”. L’avvocato ha anche invitato il giudice a riflettere se, in questi casi, il potere dei genitori non dovrebbe essere aumentato.

A descrivere il clima nell'aula Joshua Rozemberg, per Skynews. In un'aula silenziosa, con i sostenitori della famiglia Gard pallidi e scioccati, Armstrong ha descritto i risultati degli esami medici, che sono stati esaminati da Michio Hirano, il medico americano che aveva proposto il protocollo sperimentale. Anche "altri esperti" li hanno valutati, ha spiegato il legale. Risultati che sono stati strazianti per i genitori. " Charlie ha subito un'estesa atrofia muscolare", un evento irreversibile. E neanche con il protocollo, ora, ci sono possibilità di un miglioramento. C'è stata questa mattina una mediazione con i medici del Gosh, e i colloqui potrebbero continuare domani, per decidere come porre fine alla vita del piccolo.

Quanto alle minacce di morte per medici e infermieri del Great Ormond Street Hospital, "i genitori riconoscono che il caso ha causato delle controversie. E hanno sempre condannato le minacce" rivolte alle persone coinvolte. I genitori hanno poi ringraziato i sostenitori di Charlie e i loro avvocati per l'affetto e il supporto che gli hanno dato. Il giudice Francis, pur ribadendo la sua posizione e la bontà delle sue scelte, ha voluto in Aula rendere omaggio a Chris e Connie “Nessun genitore avrebbe potuto fare di più” per il proprio figlio, ha detto.

Straziante e commovente la testimonianza resa alla fine dell’udienza da Connie Yates: Charlie “Non è morto cerebrale” e “tanto tempo è stato sprecato. Il trattamento avrebbe migliorato la sua qualità di vita. Non c’era nessuna prova di danni cerebrali irreversibili. Se avessimo avuto accesso a dati grezzi, siamo convinti che avrebbe avuto accesso al trattamento”.

"Il nostro povero bambino è stato lasciato in ospedale per mesi senza cura.. lasciato con questa malattia a deteriorarsi fino al punto di non ritorno. Ma non c'è alcuna prova di dolore o di sofferenza”. “Ora la prospettiva di miglioramento è troppo bassa. Il deterioramento nei suoi muscoli significa che non c'è modo di tornare indietro". "Charlie avrebbe avuto una concreta possibilità di migliorare, se solo questo trattamento fosse iniziato prima. Abbiamo sempre ascoltato gli esperti. Sappiamo, nei nostri cuori, che abbiamo fatto del meglio per Charlie. Volevamo per lui solamente una chance di vita. Non lo teniamo vivo solo perché non possiamo sopportare di per perderlo". 

"Nostro figlio è un guerriero. Lo amiamo così tanto. Charlie è Charlie e non lo cambieremmo per il mondo. Tutti i nostri sforzi sono stati per lui. Nessuno può negare l'impatto che il nostro meraviglioso figlio ha avuto sul mondo. Il suo spirito vivrà per l'eternità”.

 

CommentiCommenti 3

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

I due genitori, forse stressati hanno gettato la spugna.
Io avrei continuato,. Anzi molto temop prima avrei preso il mio bambino alla chetichella e l'avrei portato in una clinica fuori dalla portata della magistratura della perfida Albione.
La storia mostra un lato scoraggiante.
I due genitori, incapaci di prendere un'iniziativa coraggiosa e sfidare la magistratura hanno insistito per avere da quella una sentenza più umana di quella di una tribù di barbari sanguinari.
La giustizia inglese, per l'ennesima volta ha mostrato il suo carattere dopo le famose sentenze contro Thomas Moore, contro Giovanna d'Arco, contro lo scrittore inglese Oscar Wilde di epoca vittoriana: giustizia al servizio del potere, in opposizione ai premi e titoli nobiliari rilasciati invece ai pirati che depredavano navi spagnole, francesi e portoghesi per dare il bottino alla corona inglese.