Pressione fiscale reale al 48,8%

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fisco, pressione fiscale

42,5%. A tanto ammonta la pressione fiscale prevista per il 2017 in base ai dati diffusi dalla Cgia di Mestre. Un dato che per la verità avrebbe dovuto essere più basso. Per il 2017, la Cgia aveva previsto  una discesa al 42,3% “al netto però – si specificava in un comunicato diffuso nel dicembre 2016 – di un’ eventuale manovra correttiva”. Manovra che poi il governo è stato costretto a varare per correggere i conti pubblici lasciati non proprio in ordine dal governo Renzi. In virtù di ciò, il dato sulla pressione fiscale non è sceso come previsto. Ma non è tutto.

Sempre secondo l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, il peso delle tasse sui contribuenti italiani fedeli al fisco, invece, sarà superiore di oltre 6 punti: la pressione fiscale reale, infatti, è prevista al 48,8 per cento per via dell’incidenza dell’economia sommersa. Se, infatti, dal Pil 'rimuoviamo' la quota riconducibile al sommerso economico e alle attività illegali che, in teoria, non producono alcun gettito per le casse dello Stato, il prodotto interno lordo diminuisce e aumenta così il risultato che emerge dal rapporto tra il gettito fiscale e il Pil. Conclusione: a pagare sono sempre i contribuenti onesti, grazie ad un peso reale del fisco che si conferma tra i più elevati in Europa.

In tali condizioni “da un lato è difficile fare impresa e dall’altro chi lavora come dipendente percepisce uno stipendio netto pari alla metà di quanto costa al proprio titolare - afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo -  Sia gli uni sia gli altri sono vessati da un fisco ingiusto ed eccessivo che, insieme alla burocrazia ottusa e snervante, continua a rappresentare il principale ostacolo alla ripresa economica del Paese".

E le prospettive per il futuro non sono proprio rosee. Se si pensa che dalle analisi di Unimpresa condotte sull’ultimo Def approvato dal governo, emerge che per i prossimi tre anni le tasse aumenteranno di circa 77,3 miliardi di euro e il debito pubblico salirà di altri 45 miliardi, allora sarà più difficile che il peso della pressione fiscale arrivi a ridursi. Quindi, nulla di nuovo sotto il sole. Il “tassa e spendi”, tipico dei governi di sinistra colpisce ancora. E così le tasche degli italiani sono sempre più vuote.

 

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