Gratteri: contatti fra Ong e scafisti

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Secondo il codice di condotta per le Ong, le Organizzazioni non governative che si rifiutano di sottoscrivere il documento voluto dal governo italiano non sono autorizzate a sbarcare nei nostri porti i migranti. Medici senza frontiere non ha sottoscritto il codice perché non accetta che agenti italiani salgano sulle sue imbarcazioni per effettuare monitoraggio e controlli, nonostante il procuratore di Catanzaro, Gratteri, oggi spieghi che la presenza degli agenti a bordo delle navi delle Ong serve a difendere la sicurezza nazionale. Sempre Gratteri, infatti, conferma che ci sono stati contatti tra le Ong e gli scafisti libici

Dunque per precauzione i porti restano chiusi alle ong “ribelli”? Ma quando mai: seguendo le procedure di routine, come sottolinea proprio Medici senza frontiere, la nostra Guardia Costiera raggiunge il limite delle acque territoriali italiane e trasborda i migranti presenti nelle imbarcazioni di Msf per portarli a terra. Ma se la autorizzazione allo sbarco è stata negata dal ministero dell'interno chi si occuperà delle procedure di identificazione e di smistamento dei nuovi arrivati nei centri di accoglienza? Un po’ come per la missione in Libia, dove in base al principio di non respingimento i migranti salvati dalla Marina non verranno riportati a Tripoli ma fatti sbarcare ancora una volta nei porti italiani, stiamo ottenendo solo degli effetti contraddittori e paradossali. 

Insomma, il codice di condotta del ministro Minniti è un’idea lodevole ma l’impressione è che l’esecutivo, insieme al partito che ha la golden share del governo, il Pd, non siano in grado di venirne a capo A furia di prendere batoste elettorali, il centrosinistra ha iniziato a svegliarsi sul tema immigrazione, capendo che gli italiani in materia non sono per niente soddisfatti. Tanto che è andato in ferie anche lo “ius soli”, la cittadinanza ai figli degli immigrati, fino a qualche settimana fa considerato imprescindibile da chi ci governa. Ma il problema è che quando il centrosinistra decide di inseguire le politiche del centrodestra, come ha più volte fatto Renzi nelle scorse settimane, non ci riesce mai, avendo nel proprio DNA solo il mantra della "accoglienza", qualcosa che da sola come si è visto ampiamente non risolve tutte le questioni aperte da una immigrazione incontrollata come quella che sta vivendo l'Italia. 

I vari dicasteri che compongono l’esecutivo Gentiloni, invece di sedere allo stesso tavolo e muoversi come un sol uomo, vanno in cortocircuito uno con l’altro: Minniti e il codice di condotta da una parte, la guardia costiera che fa invece capo al ministero di Graziano Delrio dall'altra, mentre la nostra politica estera da Gentiloni ad Alfano ha prima prodotto la bolla Saraaj in Libia e poi cercato di metterci una pezza, compresa la tardiva missione nelle acque libiche, che i libici guardano con scetticismo se non con vero e proprio senso di rifiuto. Del resto non si possono improvvisare politiche che non hai nel tuo dna. E ora che il mantra della accoglienza non è più vendibile sul mercato elettorale non saranno confusi provvedimenti fotocopia del Centrodestra a distrarre gli italiani dalla incapacità che ha questa classe dirigente di governare i diversi aspetti del fenomeno migratorio.

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