Versione stampabile
indietro tutta

“Il centrodestra è un popolo unito da valori e ideali che vuole una alternativa rispetto ai governi della sinistra". Silvio Berlusconi sembra non avere dubbi su quale sia la rotta che il centrodestra è chiamato a seguire e in una lunga intervista al Giornale dice di sentire già “il profumo della vittoria”. Vittoria che, stando ai sondaggi degli ultimi mesi, è sempre più a portata di mano per il centrodestra a patto che giochi, appunto, la carta dell’unità. Qualunque sia la legge elettorale, infatti, le possibilità di correre insieme ci sono,  cha si tratti di un listone unico o di una coalizione.

Certo, anche lo stesso Berlusconi sembra preferire la seconda opzione che permetterebbe “di riproporre a livello nazionale la coalizione che ha governato per molti anni con ottimi risultati e che governa anche oggi molto bene la Lombardia, il Veneto e la Liguria”. Non solo. Come abbiamo già detto altre volte, oggi come oggi la possibilità di attribuire un premio alla coalizione, considerando che il sistema politico italiano è sempre più tripolare, sembra essere l’unica strada per garantire stabilità al Paese attraverso la formazione di un governo in grado di governare.

Peccato però che c’è chi, come Renzi, rema nella direzione opposta. “Serve solo a Berlusconi” ha commentato il segretario Dem chiudendo le porte ad un eventuale premio di coalizione da inserire nella prossima legge elettorale (ammesso che il Parlamento riesca ad approvarne una). Tutto questo non perché una coalizione a sinistra sia politicamente impossibile, ma perché è Renzi che non ha nessuna voglia di allearsi e condividere dunque la leadership. Nemmeno con le altre anime del Partito Democratico che considerano, invece, un errore chiudersi a possibili alleanze. E la battuta di qualche giorno fa di Franceschini (“Il libro che consiglierei a Renzi? Cent’anni di solitudine”) è la più chiara dimostrazione che nel Pd si respira un’aria pesante.

Ma niente da fare: Renzi vuole correre da solo e sembra fare di tutto per isolare non solo i partiti a sinistra del Pd ma anche le altre correnti all’interno del partito. Il suo unico obiettivo è andare al voto per far eleggere una compagine di renziani “duri e puri” per poi giocarsi in Parlamento le sue chances per la costituzione di un nuovo governo. Ma il risultato quasi scontato di questo gioco al massacro frutto dei capricci del segretario Dem è l’instabilità del sistema politico italiano, in quanto, in queste condizioni, le possibilità sul tavolo sarebbero due: o formare un governo debole (se si riesce a farlo) oppure ritornare alle urne. Ovvero quanto basta per fermare il Paese proprio quando invece è necessario fare di tutto per uscire dalla crisi economica e politica. Altro che “Avanti Italia”!

Aggiungi un commento