Caccia all'uomo sulla riviera romagnola

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gang musulmani

Il brutale episodio di violenza che si è consumato ieri sulla spiaggia del bagno “Chiara” di Miramare, a Rimini, ferisce a morte uno dei luoghi simbolo della tipica vacanza all’italiana. Quel tratto di riviera ovunque già nota per il ballo (e magari lo sballo) conosce la bestialità di uno stupro di gruppo che sembra avvicinare la cittadina della provincia romagnola a quei Paesi europei, soprattutto inglesi, dove sempre più spesso si verificano drammatici episodi di violenza sessuale commessi da gang di arabi e musulmani. 

La ricostruzione di quanto avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Rimini è semplice: una coppia di turisti polacchi, entrambi di 26 anni, si allontana dalla strada principale per cercare un po’ d’intimità sulla spiaggia quando, improvvisamente, dal nulla, compaiono quattro uomini (a quanto pare di origini maghrebine) che, pian piano, si avvicinano ai due giovani fino ad accerchiarli. Scatta l’aggressione: lui viene colpito al capo più volte con una bottiglia di birra, e abbandonato a terra svenuto; lei viene ripetutamente violentata a turno. A dare l’allarme sembra sia stata una prostituta che, vedendo la coppia insanguinata e sotto choc camminare sul lungomare, ha chiamato la polizia.

La barbarie non è finita. In preda, molto probabilmente, a massicce dosi di droga e alcool, i quattro hanno proseguito la mattanza bestiale violentando anche un transessuale peruviano incontrato lungo la via di fuga lasciandolo poi ferito in strada. Le autorità sono in cerca dei quattro stupratori. È vero, già in passato sono successi fatti analoghi, ma sono gli stessi investigatori ad aver sottolineato la feroce barbarie di questo episodio di violenza, che per le modalità ricorda aggressioni commesse da gang di musulmani che agiscono spesso impunite per anni in altri Paesi occidentali.

Una delle ultime orribili storie di questo genere arriva da Newcastle, in Inghilterra, dove una banda di cinque giovani tra i 26 e i 28 anni - Soran Azizi, Palla Pour, Ribas Asad, Saman Obaid e Heiman Mohammed (nella foto) - è accusata di una serie di stupri seriali a danno di minorenni. La nota più triste di questa notizia d’Oltremanica è che sembra che le vittime, almeno in parte, fossero consenzienti, rassegnate alla violenza, consegnate ai loro aguzzini in cambio di alcool e droga; alcune violentate nel sonno, altre, addirittura, talmente schiave dei loro “padroni” da considerarsi loro compagne di vita. 

L'Italia ha una storia migratoria diversa ed anche una composizione sociale e un controllo del territorio da parte delle nostre forze dell'ordine che, almeno fino adesso, sembrava averci tenuto al riparo dal dilagare delle molestie sessuali del genere che abbiamo registrato in Paesi come la Gran Bretagna o la Germania. Non vorremmo che le cose stiano cambiando rapidamente anche qui da noi.

CommentiCommenti 4

Marco Andreacchio (non verificato) said:

"L'Italia ha...un controllo del territorio da parte delle nostre forze dell'ordine che, almeno fino adesso, sembrava averci tenuto al riparo dal dilagare delle molestie sessuali..." State scherzando, vero???

maboba (non verificato) said:

Il terreno è ormai minato. Se questi episodi "all'inglese" dovessero ripetersi, con reazioni istituzionali che tardassero a arrivare come in Inghilterra, da cittadino comune non mi scandalizzerei se si formassero gruppi di cittadini in supporto alle forze dell'ordine. Comprendo tutti i pericoli di una situazione del genere, ma in un paese in cui le forze dell'ordine sono insufficienti o comunque mal utilizzate, spesso prive degli strumenti adatti (spesso per arrestare un delinquente riottoso ci vogliono tre o quattro agenti che non possono usare gli strumenti adatti, tipo taser), con una legislazione un po' capestro e dove la magistratura spesso simpatizza per il delinquente, purché extracomunitario, reazioni avventate e sbagliate potrebbero diventare una realtà. Già abbiamo una delinquenza organizzata "che tutto il mondo ci invidia", ora ci sono in più centinaia di migliaia di clandestini senza arte né parte e di cui non si sa chi sono né dove vanno e cosa fanno.
Temo che sia solo una questione di tempo.
Speriamo bene.