Una fonte anonima al Times

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ragazze islam

Più di dieci anni fa, a Gateshead, vicino Newcastle, una famiglia a cui per anni il Comune aveva concesso minori in affido è stata immediatamente cancellata dalla lista dei servizi sociali per le adozioni temporanee quando si è venuto a sapere che la ragazza musulmana che viveva con loro si era convertita al cristianesimo. Decisione inamovibile, quella delle autorità locali, che avevano incolpato gli affidatari di non essere riusciti a distogliere la giovane, all’epoca sedicenne, dall’idea di battezzarsi. A Londra, oggi, succede esattamente il contrario: una bambina di appena cinque anni, cristiana, viene data per sei mesi in affidamento a due famiglie musulmane, di quelle dove le donne indossano il burka o il niqab, la lunga tunica nera che le copre dalla testa ai piedi lasciando uno spiraglio solo per gli occhi. Appena entrata in casa, alla piccola è stata tolta la croce che portava al collo.  

Due pesi, dunque, due misure? Se la storia di Gateshead è ingiusta, quella londinese è anche crudele. I dettagli di quanto avvenuto li ha raccontati al Times, in anonimato, un addetto dei servizi sociali di Tower Hamletr (nella foto), il distretto che ha autorizzato l’affidamento nonostante la forte opposizione della famiglia di origine. Nella sua nuova casa, la bambina piange, è molto provata, lamenta che non capisce i suoi affidatari perché non parlano inglese. Le hanno proibito di mangiare il suo piatto preferito, la pasta alla carbonara, perché condita con la carne di maiale, che è bandita dalla religione musulmana. Le hanno poi spiegato che dovrà imparare l’arabo e tenere bene a mente due-cose-due: “Pasqua e Natale sono feste stupide”, così come, “stupide”, oltre che alcolizzate, sono le donne europee.

Non è una bella storia di culture che si incontrano, questa, e neppure un bell’esempio di accoglienza nelle diversità. Quelle parole e quei gesti possono aver fatto molto male alla bambina, forse anche più di uno schiaffo. A Londra si parla di uno scandalo: la decisione del distretto di Tower Hamletr non è soltanto senza senso e dannatamente provocatoria ma anche fuorilegge poiché sono le stesse norme inglesi a specificare che la scelta della famiglia affidataria debba avvenire tenendo conto della religione, della razza e del background linguistico e culturale a cui il minore appartiene. I dirigenti del Comune non vogliono commentare il caso e, soprattutto, preferiscono  non dire esattamente quanti altri casi di affidamento “cross-culturale” hanno gestito. Qual è il problema? Perché non far sapere all'opinione pubblica che tanti bambini musulmani, per esempio, hanno trovato amorevoli famiglie cristiane disposte ad accoglierli?  

CommentiCommenti 3

Pietro Raffaele (non verificato) said:

Siamo alla follia pura! Se non si prendono misure concrete ed efficaci, continuerà questo scempio. Oggi nelle società cosiddette civili e progredite non hanno ancora capito che l'educazione sta alla base di tutto, e le religioni soprattutto hanno occultato i cervelli umani per millenni. Non c'è vera integrazione se prima non si stabilisce il senso della vita. Gli occidentali continuano a sbagliare ed imporre modelli, ognuno però, restando nelle proprie posizioni di fede religiosa che fomenta l'odio razziale, che sono la causa delle guerre e del terrorismo. Se l'umanità intera non riuscirà a capire il semplice concetto del valore della Vita, allora ogni sforzo di integrazione e di condivisione sarà Inutile!