Vertice a Parigi

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Per capire come mai questa volta l’Italia al vertice di Parigi sull’immigrazione sembra aver strappato qualche risultato, bisogna stabilire un prima e un dopo. Il prima sono state le politiche renziane dell’accoglienza indiscriminata, quando chiunque avesse da obiettare qualcosa veniva subito tacciato di populismo, diventando un pericoloso razzista. Poco o nulla fecero i ministri di allora, Alfano e Gentiloni, per modificare una situazione che ha portato in Italia centinaia di migliaia di migranti. A niente servì la nomina di Federica Mogherini ad alto rappresentante per la politica estera della Ue. Come a nulla servirono le sparate, queste sì, populiste, di Renzi contro Bruxelles: l’Europa non ci aiuta, ripeteva ossessivamente allora, e il suo mantra pubblicitario era: noi salviamo vite umane. 

Ma Frontex – l’agenzia europea per le frontiere – successivamente ha dimostrato che con l’aumento delle operazioni di salvataggio aumentavano progressivamente anche i morti nel Mediterraneo. La spesa italiana per la gestione dell’immigrazione è cresciuta, gli scandali anche, finché gli stessi bastioni del modello dell’accoglienza, le Ong, ne sono usciti ammaccati, con le inchieste sulle presunte connivenze tra organizzazioni non governative e scafisti libici. L’ex ministro degli esteri Bonino, infine, recentemente ha ricordato che fu proprio il governo Renzi a volere, e sottoscrivere, gli accordi europei sul ruolo italiano nei confronti delle ondate migratorie, senza che nessuno a Bruxelles puntasse contro Renzi, Alfano e company la proverbiale pistola alle tempie. Per cui com’è possibile che viste queste premesse stavolta a Parigi finalmente abbiamo ottenuto qualcosa? Semplice, come abbiamo detto, c’è un “dopo” le politiche renziane. 

Da quando si è capito che il mantra dell’accoglienza fa solo perdere voti, e con l’avvicinarsi delle elezioni politiche, la sinistra italiana ha completamente cambiato registro. Oggi Macron e Merkel lodano gli accordi italiani con la Libia per rafforzare la guardia costiera di Sarraj e condividono con il nostro governo il nuovo codice di condotta delle Ong su cui il ministro Minniti stava per giocarsi il posto. Tutto questo condito con uno slittamento semantico per cui iniziano a circolare frasi sui diritti alla sicurezza dei migranti contro lo sfruttamento dei trafficanti o altre circonlocuzioni per non dire aiutiamoli a casa loro. Beh, se le cose stanno così, se cambiando registro abbiamo ottenuto qualcosa in Europa, allora Renzi, Gentiloni e Minniti adesso possono ringraziare la destra italiana, e dovrebbero avere l'onestà di ammetterlo. Oggi sappiamo con certezza che il vero populismo era quello renziano dell'accogliamoli tutti, mentre i provvedimenti presi negli ultimi mesi dal governo sono sulla linea seguita negli anni degli esecutivi di centrodestra. La sinistra oggi segue le indicazioni di governo di chi l’ha preceduta. Per cui, suvvia, ditelo che anche sui migranti aveva ragione la destra!

CommentiCommenti 3

silvano (non verificato) said:

grazie per questo illuminante, bellissimo, incoraggiante e veritiero articolo !