#DiventeràBellissima

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nello musumeci

Ora è ufficiale: alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre prossimo, il centrodestra si presenterà unito. Dopo settimane di frenetiche (e faticose) trattative, la quadra tra le forze del centrodestra è stata trovata. Anche Forza Italia, infatti, dopo Fratelli d’Italia e Lega, ha confermato il suo appoggio alla candidatura di Nello Musumeci che gli ultimi sondaggi danno in testa per la vittoria finale, staccando di due punti il candidato cinquestelle Giancarlo Cancellieri.

Inutile dire che l’“operazione unità” messa a punto dal centrodestra in Sicilia ha un’importanza politica non da poco, soprattutto in vista delle elezioni politiche del 2018. La sintesi trovata per le regionali siciliane, infatti, è, con ogni probabilità, l’antipasto del futuro schema con cui il centrodestra si presenterà alle urne il prossimo anno.

“Centrodestra unito, coalizione coesa, schieramento ampio ma senza spazi per ambiguità”. Per il senatore Gaetano Quagliariello, presidente di Idea – Popolo e Libertà (che oggi sarà in Sicilia insieme al senatore Augello) non ci sono dubbi. Sono questi gli ingredienti “affinché le elezioni regionali siano un'occasione di svolta per i siciliani e il primo passo verso la vittoria nazionale”. Concetto ribadito anche dal Governatore della Liguria Giovanni Toti che, in un’intervista a La Stampa, guardando già oltre al 5 novembre, auspica per il centrodestra “una partecipazione più allargata che dia spazio alle energie migliori dei gruppi parlamentari, dei governatori delle Regioni e dei sindaci appena eletti”. Praticamente, una “federazione tra tutti quanti ci vogliono stare” per tornare al governo del Paese.

Insomma, mentre a sinistra, fronte elezioni siciliane e non solo, regna ancora il caos, e Crocetta, che non vuole farsi scaricare dal Pd, chiede le primarie, il centrodestra si ricompatta, confermando la volontà di seguire le indicazioni degli elettori di questa parte politica che, da sempre, chiedono (e premiano) solo un centrodestra che si presenti unito.

CommentiCommenti 3

maboba (non verificato) said:

Tutto bello, ma per fare cosa? Se non ci dite con chiarezza cosa volete fare, come e quando, allora sarà il solito accordo per andare al potere e poi vivacchiare senza cambiare praticamente nulla, come è stato per le coalizioni dei governi Berlusconi. Insomma se volete che la gente torni a votare non bastano gli accordi di vertice riciclando personaggi e santini che non hanno dato niente, o molto poco. Chi se ne frega, scusate, se in quella poltrona invece che Gentiloni siederà che so io, Tajani(?) o chi per lui, se poi tasse, giustizia, sicurezza e tutto il resto che non funziona verrà lasciato così com'è con solo qualche pennellata superficiale Perché gli uomini che comandano soprattutto in FI non danno alcun affidamento per un radicale cambiamento. hanno votato Monti, la Fornero, Letta etc., quali garanzie mai potranno dare?
Questo perché siamo arrivati ad un punto in cui per evitare il disastro prossimo venturo ci vuole gente convinta e decisa e non personaggi troppo incistati nelle istituzioni ed in questo stato per affidare loro un voto per il cambiamento.