Da Livorno a Torino, passando per Roma

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gommoni maltempo

Dovevano essere la forza trainante del movimento, coloro che avrebbero dimostrato come i 5stelle sappiano governare bene, e soprattutto in modo totalmente differente dal passato. Invece eccoci qui con le solite scuse, i soliti scaricabarile, le solite, gravi e meno gravi, inefficienze. Dopo il violento nubifragio di Livorno, che ha provocato la morte di sette persone, il sindaco Filippo Nogarin ha subito puntato il dito contro la Regione Toscana e la Protezione Civile, “colpevoli”, a suo dire, di aver diramato un allerta con codice arancione e non rosso. Non il livello massimo, dunque. Ribatte il Governatore Rossi: “Il codice arancione non è molto diverso da quello rosso,  si differenzia da quest'ultimo solo per l'ampiezza del fenomeno"; non per l'intensità degli effetti, dunque, ma solo per la loro estensione. Versione confermata anche dall’ ingegnere ambientale e direttore dell'area difesa del suolo e protezione civile della Regione Toscana, Giovanni Massini, secondo cui “tutti i possibili effetti che un fenomeno del genere si può portare dietro possono essere analoghi, indipendentemente dal colore dell'allerta”. E infatti, al di là del colore, il documento diramato dalla Protezione Civile includeva chiaramente possibili “allagamenti di locali interrati e di quelli posti a pian terreno lungo vie potenzialmente interessate da deflussi idrici". Come poi è avvenuto a Livorno. In altre città toscane i sindaci hanno scelto di inviare un sms ai cittadini per avvertirli e  invitarli a prendere le dovute precauzioni. A Livorno, invece, con lo stesso tipo di allerta, questo non è avvenuto.

A Torino, invece, i fatti sono nettamente differenti, ma la modalità (scaricabarile?) della sindaca Appendino è la stessa. Ricordate? Lo scorso giugno il falso allarme terrorismo mise in fuga la folla provocando diversi feriti e la morte di Erika Pioletti, nella calca di Piazza San Carlo. Ebbene, dalle accuse di cattiva gestione dell’evento la sindaca si è difesa sostenendo di aver seguito le stesse procedure di sicurezza utilizzate dall’amministrazione precedente nel 2015, sempre in occasione di una finale di Champions. Ma è evidente che il contesto attuale, dopo gli attentati islamici, è ben diverso da quello del 2015, e tutte le città europee hanno adottato misure anti-terrorismo più stringenti. E poi, perché mai votare la Appendino, se non è portatrice di una nuova visione della città e del modo di amministrarla, e se si limita a "copiare" quello che faceva l'ex sindaco Fassino?

A Roma, invece, verrebbe da dire che piove sul bagnato. Gli allagamenti romani non sono dovuti a inondazioni e disastri come quelli di Livorno. Nessun torrente/fiume esondato, per intenderci. Gli allagamenti sono da attribuire principalmente alla mancata pulizia dei tombini che, puntualmente, al primo scroscio potente fa andare in tilt la Capitale. E se prima, quando c’era Marino, la Raggi si poteva concedere il lusso di twittare “prendete i gommoni” (e il web affibbiava all'ex sindaco il soprannome di "SottoMarino"), ora è evidente che le responsabilità sono da attribuire alla sua amministrazione. Hanno buon gioco i piddini romani a scatenarsi rilanciando le identiche accuse che furono rivolte a loro solo un paio di anni fa. 

È sempre più evidente che per i vertici pentastellati l’ “esperienza romana” costituisce un problema in vista delle elezioni politiche, dato che presta facilmente il fianco a quanti accusano i grillini di non essere in grado di governare. E gli altri sindaci grillini di città importanti non pare sfuggano alla "maledizione", a parte l'ex pentastellato (ora odiatissimo dai vecchi amici) Pizzarotti....Resta dunque in piedi la domanda, un po' maligna, che abbiamo avanzato qualche tempo fa: che l'estromissione dell'assessore Mazzillo e la consegna dei libri contabili al tribunale siano un modo per creare un "caso Atac", aprire una voragine irrimediabile nel bilancio del comune, e consentirne il commissariamento, facendo fuori la Raggi senza eccessivi traumi, dando la colpa ad altri?

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