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crac bancari renzi

Sotto traccia, senza grandi clamori, per la successione al vertice di Bankitalia è guerra aperta. Renzi, da un lato, preme da tempo per un cambio al vertice. Ma, dall’altro, il trio Gentiloni-Mattarella-Draghi (non proprio tre soggetti qualunque) intende blindare la riconferma dell’attuale governatore Ignazio Visco. È noto infatti che tra Renzi e Visco non corra buon sangue. O meglio, sarebbe più corretto dire che il presidente di Bankitalia è malauguratamente entrato nel club dei capri espiatori individuati da Renzi. In merito a cosa è presto detto.

“Sbagliai a fidarmi di Bankitalia” ha scritto l’ex premier nel suo libro “Avanti”. Renzi attribuisce a Visco una “political liability”, come l’ha definita il Financial Times trattando la vicenda, ovvero una responsabilità politica per non averlo messo in guardia per tempo da quanto sarebbe accaduto nel sistema bancario, in particolare sul fallimento di Etruria e di altre tre piccole banche nel 2014. Ragion per cui, l’ex premier cerca di spostare le colpe di quanto accaduto in seguito proprio su Visco. La logica del capro espiatorio, niente di più niente di meno. Non proprio quella che si addice ad un uomo delle istituzioni.

Ora, sarà vero che anche Visco avrà le sue responsabilità (in materia di vigilanza?) per quanto riguarda le crisi bancarie che si sono succedute in questi anni. Ma cercare di addossare la responsabilità di tutto solo su Bankitalia, come tenta di fare Renzi, appare un tantino esagerato. E si perché le scelte su come affrontare e gestire i singoli fallimenti bancari le ha prese il suo governo prima e quello di Paolo Gentiloni poi. Chi ha varato il decreto salva-banche che ha fatto sparire dall’oggi al domani i risparmi di una vita di molti correntisti delle banche implicate, non è stata certo Bankitalia. Chi ha deciso di gestire in modi diversi tre crac bancari quasi simili (Etruria & Co., Mps e Venete), anche e soprattutto per ragioni politiche, non è stato certo Ignazio Visco.

Insomma, in poche parole, quello che ha fatto perdere consensi e oscurato l’immagine dell’ex premier non è stato certo il governatore di Bankitalia, bensì le scelte piddine in materia di banche. Per cui, cercare un bersaglio semplice semplice, pensando di scrollarsi di dosso tutte le colpe in materia, è un’operazione fallita in partenza. Gli italiani, soprattutto i risparmiatori truffati, l’hanno capito bene. 

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