Mozione in Senato

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Alla fine il governo ha ceduto. I punti essenziali della mozione sulle banche presentata da Idea – Popolo e Libertà, il cui primo firmatario è il senatore Andrea Augello, sono stati recepiti dall’esecutivo. Dopo il tentativo fallito da parte della maggioranza di far approvare la scorsa settimana un provvedimento che di fatto non faceva alcun accenno alle richieste contenute nella mozione Augello e nelle altre simili presentate dalle opposizioni, oggi il Senato ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna di fatto l’esecutivo a dare seguito a tali richieste. In primis, l’allargamento della platea degli obbligazionisti aventi diritto ai rimborsi dopo il fallimento delle banche e l’introduzione nel nostro ordinamento dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici per tutti gli amministratori che si rendano responsabili dei crac bancari.

Per Gaetano Quagliariello, leader di Idea e capogruppo di Federazione per la Libertà al Senato, il risultato raggiunto oggi è “straordinario”.  “Il Senato – prosegue - ha reintrodotto all’unanimità ciò che la Camera aveva espunto: il governo si è impegnato a varare norme che possano punire gli amministratori responsabili dei dissesti bancari e impedire loro di continuare a far danni, e si è impegnato a tutelare i risparmiatori truffati indipendentemente dalla banca dalla quale hanno subìto il danno. "Rivendichiamo il merito di essere stati i primi, presentando la nostra mozione, a credere di poter ancora salvare i rimborsi per gli obbligazionisti rimasti esclusi dal decreto salvabanche” ha dichiarato invece il senatore Augello sottolineando come la vittoria di Idea è da condividere anche con Mdp e con le altre opposizioni in Senato, ma soprattutto “è una vittoria dei risparmiatori che si sono mobilitati in questi lunghi mesi di lotta in difesa dei loro diritti”.

Fino ad ora, infatti, il governo aveva sempre tergiversato al riguardo. Nelle grandi operazioni di salvataggi bancari che si sono succedute dal 2014 ad oggi, in nessun caso il governo Renzi prima e quello Gentiloni poi hanno applicato la direttiva che prevede il rimborso dei correntisti, mentre, sia pur in modi sempre differenti, è stata sempre rispettata la direttiva europea sul salvataggio bancario, ad eccezione del caso Mps, dove a salvare capra e cavoli ci ha pensato direttamente lo Stato. Per cui, se in quest’ultimo caso sostanzialmente nessuno ha perso nulla (ma in fin dei conti abbiamo pagato tutti), le cose sono andate diversamente per i correntisti di Banca Etruria & Co. e delle Banche venete.

Ma ora governo e maggioranza non possono più fare finta di nulla. Renzi che in tutti i modi tenta di tenere lontano dalle manifestazioni piddine i risparmiatori rimasti a secco a causa del decreto salva-banche approvato dal suo governo, ora se ne faccia una ragione. 

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