In arrivo stangata fiscale da 81 miliardi di euro

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Il debito sale e le tasse aumentano. Il fact checking sulla Nota di aggiornamento del Def realizzato dal Centro Studi di Unimpresa non lascia spazio a dubbi: nei prossimi quattro anni le tasse saliranno di 80,9 miliardi di euro, quasi del 10,29%, e la spending review, annunciata più volte da Padoan & Co., andrà (nuovamente) a farsi benedire. Infatti, le uscite dal bilancio pubblico cresceranno sistematicamente: dagli 830 miliardi dello scorso anno si arriverà agli 860 miliardi del 2020 per un aumento complessivo di oltre 30 miliardi pari a una crescita del 3,66%.

E meno male che il buon Padoan questa mattina, in occasione della audizioni alle commissioni Bilancio sulla Nota di aggiornamento del Def, ha provato a rassicurare tutti: "Dopo 7 anni di aumenti, il debito pubblico ha registrato una prima flessione nel 2015", che verrà seguita da una riduzione "anche nel 2017, che accelererà poi nel 2018 e negli anni successivi". Chiarissimo, no?

Peccato però che i numeri non siano un’opinione e che “dicano sempre la verità” come ha dichiarato il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci commentando i dati del Def. “Servirebbe uno snello – continua Pucci - che spende solo per le grandi opere e riduce le entrate al minimo indispensabile. Il Def aggiornato ci dice che il governo va nella direzione opposta: tassa e spende inutilmente”.

Già, ed è proprio questo il solito e reiterato schema delle “politiche economiche” (si fa per dire) dei governi di sinistra che raccontiamo da tempo: tassa e spendi. Ma di questo passo si rischia seriamente di soffocare sul nascere i primi germi di ripresa del sistema economico italiano, di cui Renzi cerca invano di intestarsi il merito. 

CommentiCommenti 4

maboba (non verificato) said:

Come si faccia nei piani più alti delle istituzioni a mentire spudoratamente anche contro gli stessi numeri è per me ancora un fatto sorprendente. Nei tre anni renziani di Padoan il debito è aumentato di 135 mld di euro (270000 miliardi delle vecchie lire) e lui ha affermato che il debito è calato e continuerà il "trend" nei prossimi anni. Basterebbe questo per dimissionarlo, invece tutti i TG si guardano bene dal replicare quando danno notizia delle sue parole. Non un accenno di critica, nemmeno un forse, tantomeno un parere alternativo che descriva la realtà. Così per gli aumenti occupazionali. Tutti i tg riportano le frasi di Padoan, del governo e dei suoi accoliti sull'aumento del milione di posti rispetto al 2008 senza riferire che per l'85% si tratta di lavori temporanei e che fra questi vengono considerati i lavori da un'ora a settimana. Come si fa a fare una (dis)informazione di questo genere?

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Tutti danno per scontata l'esistenza del "debito pubblico". Nessuno dice che il debito è una panzana, una bufala colossale. Tutti invece si arrovellano e si dibattono per trovare il modo più facile di "pagare il debito"
Difficile a quanto pare trovare un giornalista, o un editore, che abbia coraggio civile (palle) oppure conoscenza sufficiente per guardare in faccia la tragicomica realtà e gridare la verità erga omnes.
Il debito pubblico, non esiste. È solo un miserabile trucco.