"Dannosi e aggressivi"

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Oxford balliol college cristiani

La divisione all’interno dell’Europa non poteva essere più netta, tutta giocata sulla nostre radici cristiane. Nei giorni in cui più di un milione di polacchi hanno recitato il rosario lungo i confini del loro paese, le associazioni studentesche cristiane sono state bandite dalla fiera delle matricole (la settimana dedicata a far conoscere ai nuovi iscritti la vita universitaria) del Balliol College, uno dei più prestigiosi college dell’Università di Oxford. La decisione è stata presa dall’organo di rappresentanza degli studenti che ha negato lo spazio allo stand della Christian Union (una delle più importanti associazioni studentesche) perché quella presenza potrebbe essere “alienante” e costituire una “microaggressione” per studenti di altre religioni.

“Un potenziale danno” alle matricole, un “danno ulteriore ai gruppi più vulnerabili e marginalizzati. Storicamente, l’influenza della cristianità su molte comunità marginalizzate è stata dannosa per i suoi metodi di conversione e per le sue regole pratiche, ed è ancora usata in molte parti come scusa per l’omofobia e per certe forme di neocolonialismo”. Sono parole del comitato studentesco, per voce del suo vicepresidente Freddy Potts, che ha poi affermato che la fiera deve essere uno “spazio secolare”, e che “molti studenti, specialmente quelli di colore e di altre fedi, potrebbero sentirsi alienati e vulnerabili a Oxford, una università con una reputazione per il razzismo e la mancanza di diversità, e una città con scarsi luoghi di culto per non cristiani”. Gli studenti di altre religioni potrebbero “soffrire” nel non vedersi rappresentati.

A seguito delle vivaci proteste dell’Università di Oxford stessa, e del rev. Nigel Genders, responsabile dell’educazione per la chiesa anglicana - che hanno accusato di violazione del free speech e della libertà religiosa - è stata concessa dal comitato studentesco la presenza di uno stand ”multiconfessionale”, per dare informazioni sulle diverse presenze religiose universitarie. Uno spazio in cui, però, non sarebbe comunque prevista la presenza degli studenti dell’Unione Cristiana, né la possibilità per loro di distribuire opuscoli informativi. Nelle future fiere delle matricole, come preannunciato da un portavoce del Balliol College, che si è felicitato per la soluzione trovata (sic!), all’associazione cristiana sarà concesso uno spazio, perché “il Balliol è tollerante”.

Questo accade in una delle università più prestigiose del mondo, i cui college sono stati per la gran parte fondati da vescovi cattolici (come lo stesso Balliol): ne danno testimonianza le bellissime cappelle interne che si possono ancora ammirare, ovviamente riconvertite, adesso, a spazi di meditazione e preghiera multiculti, aperti a tutte le confessioni religiose.

CommentiCommenti 7

John Kadelburger (non verificato) said:

This is simply scandalous and against all basic notation of religious freedoms - this oppression of free speech and all other freedoms as embodied in the fundamental Human Rights conventions and principles. Also against any logic and common sense. No need for much philosophical discourse to arrive at this conclusion. Surprising that they do not even realize the contradiction in their own behavior and the new imposed restrictions. How did they make it to enter such a university in the first place? Oxford has a [serious] problem...

Pietro (non verificato) said:

Per la serie: i cristiani vanno bene se stanno in sacrestia...

LAURA PERRIER (non verificato) said:

E' l'inizio, bene ha fatto la Polonia e bene faremo anche noi.

donatella da corte (non verificato) said:

Di fronte a questi episodi si rimane sgomenti. Del resto, non è successo in Italia che al Santo Padre Benedetto XVI sia stato impedito di entrare e parlare all'università "La sapienza"?

Manlio (non verificato) replied:

Ma non diciamo eresie, per favore: nessuno ha impedito qualcosa a qualcuno. Ci sono stati docenti e studenti che hanno protestato contro la presenza del papa in Università e il papa, per evitare contestazioni, ha deciso di non andare alla Sapienza. Tutto molto semplice e lineare: si chiama democrazia. Sì, lo so, è una parola brutta e antipatica: ma per intanto funziona così. Per intanto, ovviamente.