Prove di coesione

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Centrodestra

"Vogliamo dare un governo all'Italia in grado di offrire una speranza”. Il messaggio è chiaro: le forze del centrodestra sono pronte a scendere in campo per tornare al governo del Paese. E ne hanno discusso a Palazzo Wedekind, a Roma, nel corso di un incontro dal titolo "Il programma di governo dell'Italia", promosso dalle fondazioni 'Libertà per il Bene comune' e 'Magna Carta' presiedute rispettivamente da Altero Matteoli e Gaetano Quagliariello e al quale hanno preso parte rappresentanti dell'intero schieramento del centrodestra italiano.

“Il progetto di questi incontri tra le forze del centrodestra è partito più di un anno fa con un’idea di fondo: l’idea che fra noi ci siano differenze e talvolta anche problemi, ma se ci guardiamo negli occhi queste differenze possono diventare una ricchezza” ha esordito il senatore di Idea Gaetano Quagliariello sottolineando come la richiesta di unità venga direttamente dall’elettorato del centrodestra. I sondaggi parlano chiaro: il centrodestra unito è dato in forte crescita (come un sondaggio della Ghisleri gli attribuisce addirittura il 38%). In tal senso, parlare prima del “come stare insieme” o di quarta gamba per il senatore di Idea ha poco senso: “Questo secolo ci ha posto problemi inediti, le culture politiche devono mettersi in discussione, molto spesso trovare soluzioni significa avere la forza di contaminarsi tra anima liberale, conservatrice, cristiana, nazionale, federalista, civica per dar vita a qualcosa di più ampio”. Ragion per cui “se la cosiddetta quarta gamba – ha continuato Quagliariello - servirà ad agevolare questo percorso ben venga, se invece si tratterà di uno stanzino in cui mettere i residui, se ne potrà fare a meno e comunque non tutti saranno disponibili a prendervi parte”. Concetto ribadito anche da Enrico Costa, ex ministro della Famiglia, secondo cui serve dunque una “proposta organica” che unisca "forze storiche, radicate, come Fi, Lega e Fd'I, ma anche tante aree che rappresentano molto del nostro Paese, che hanno temi predominanti, magari civici".

Ecco perché il punto di partenza  per la costruzione dell’unità del centrodestra si deve fondare su “cosa diremo e cosa faremo se ci verrà affidata la responsabilità del Paese”, come è stato ricordato nel corso dell’incontro. Il programma, appunto, che secondo Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, “deve essere costruito dalla coalizione di Centrodestra in modo chiaro ed equilibrato. Da tempo lavoriamo a questo – ha aggiunto - anche se la legge elettorale non ci obbliga a farlo. Ma è un dovere di chiarezza nei confronti degli elettori". Dello stesso avviso anche Raffaele Fitto, leader di Direzione Italia: "Parlare di programma è la cosa più opportuna per poter mettere insieme il Centrodestra".

E i temi non sono certo pochi: dalla flat tax all'occupazione giovanile, dal controllo dell'immigrazione al no allo ius soli, dalla tutela degli interessi nazionali a una nuova organizzazione sussidiaria dello Stato, dalla sicurezza alle infrastrutture, dalla difesa della famiglia e della vita alla libertà educativa, dalla giustizia alla prevenzione sismica.

"Se non sapremo dare un governo di centrodestra al Paese sarebbe il più clamoroso fallimento di classe dirigente e si rischierebbe l'astensione o di dare forza a chi ha portato alla Raggi e alla Appendino" avverte il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti. Dello stesso avviso anche Paolo Romani (Fi) e Massimiliano Fedriga (Lega). E per fare questo “dobbiamo riprendere il percorso interrotto nel 2011, per motivi internazionali, e trovare sintesi che ci consenta di avere programma individuabile che sia di centrodestra " sottolinea il senatore Matteoli a chiusura dell’incontro, e poi rilancia: “Non dobbiamo perdere questa occasione, perché è questo che gli italiani ci chiedono, e non possiamo deludere le aspettative degli elettori". 

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