Campagna elettorale

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“L’alternativa al sentiero stretto è il declino”. Padoan è da mesi che va ripetendo sempre lo stesso concetto: per la manovra economica le risorse sono poche. Lo ha ribadito anche in audizione davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. Nonostante ciò, il buon Pier Carlo ha dispensato anche un po’ di ottimismo, arrivando a dire che “nelle attuali condizioni il Paese può puntare a una crescita stabilmente più elevata, prossima al 2%”. Non solo. Ha aggiunto anche che le misure contenute nella manovra produrranno "un impatto netto positivo sul tasso di crescita del Pil”.

Se sarà così ce lo diranno i dati. In ogni caso dire che la manovra produrrà effetti positivi, oggi è un po’ azzardato. Come rileva il Centro Studi di Unimpresa, se si pensa che questa non contiene misure importanti per tagliare le tasse alle imprese, anzi allontana l'ipotesi di un'imposta - la nuova Iri - che potrebbe progressivamente portare a una aliquota unica per le imprese, qualche dubbio su come la manovra possa spingere il Pil sorge; inoltre si rimanda il problema della clausole di salvaguardia dell’Iva al 2019, creando ancora una volta incertezza sul prelievo tributario relativo ai consumi, e non si interviene sul costo del lavoro, lasciando intatto il cuneo fiscale e il peso dei contributi a carico delle aziende, che ormai non assumono più a tempo indeterminato, ma sono di fatto spinte a creare solo un esercito di nuovi precari.  

Ma non è finita qui. C’è tutta la gravosa questione del debito pubblico: nei primi 8 mesi di quest’anno sono usciti oltre 14 miliardi di euro in più rispetto al 2016 con un incremento che sfiora il 5%. Tendenza che, checchè ne dica Padoan, non accenna a calare. E la manovra in questo senso non offre grandi garanzie dato che prevede di coprire con il gettito “incerto” dell’evasione fiscale spese inesorabilmente certe. Prospettiva sulla quale anche Bankitalia e la Corte dei Conti hanno storto il naso.

Se a tutto questo si aggiunge che, come da tradizione Pd, mancano gli investimenti di lungo periodo, indispensabili per creare lavoro e favorire la crescita del prodotto interno lordo dopo una lunga fase di recessione, allora il quadro è completo. Dunque cosa rimane? Oltre alle misure salva Iva, il resto dei provvedimenti sono le classiche micro misure di mance e mancette elettorali che, in tempi di magra, rappresentano quasi l’unica speranza per il Pd per provare a racimolare qualche voto in più. 

CommentiCommenti 5

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Nel bel mezzo della stagnazione economica che infuriò anche nel centro Europa nel decennio del 1930, un sindaco di una cittadina austriaca, certo Unterguggenberger, stampò una moneta municipale (a costo zero), chiamata "Certificato di lavoro (Bestätigter Arbeitswert). Mise denaro nelle tasche dei cittadini, pagò il proprio stipendio e quello dei dipendenti comunali con gli stessi certificati, mise in moto una serie di lavori pubblici, rifece le fognature, costruì sette chilometri di strade, molte per una cittadina di 4.500 abitante, fece il rimboschimento di una parte della montagna, costruì un ponte sul fiume Inn, riempì le casse del municipio, eliminò la disoccupazione e costruì persino un trampolino per sciatori, essendo la cittadina un centro alpino. Ora vi chiedo, miei cari interlocutori del "centrodestra" che cosa vi impedisce di fare la stessa cosa, a titolo di esperimento in qualche paesino italiano della Sicilia? Sarà che i vostri datori di lavoro non sarebbero contenti?

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Non ci sono i soldi. Questo è l'eterno ritornello di questi saccheggiatori della popolazione Italiana.

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Possibile che la classe politico amministrativa italiana, la magistratura, i giornalisti, gli economisti, i brillanti show men della TV non vedano che la popolazione italiana viene dissanguata da questi criminali dementi?